SAW III

Titolo OriginaleSaw III
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2006
Genere
  • 66543
Durata107'
Sceneggiatura
Scenografia

TRAMA

Jigsaw e la fida Amanda rapiscono la dottoressa Lynn Denlon per organizzare un nuovo gioco enigmistico… _x000D_

RECENSIONI

Il coupe de cinéma che risolveva l’intreccio di Saw II ci aveva favorevolmente impressionato: l’utilizzo truffaldino di una risorsa linguistica arcinota come il montaggio alternato rivelava, d’emblée, che la sincronia schermica schermo-nello-schermo prima, e appunto il griffithiano (non) salvataggio all’ultimo minuto poi, dietro la loro apparente “simultaneità narrativa”, celavano una diacronia diegetica che aveva ingannato personaggi e spettatori. In Saw III, questa simpatica tendenza di Darren Lynn Bousman a trastullarsi con la forma, purtroppo, scompare quasi del tutto per lasciare campo libero a un tripudio di autoreferenzialità celebrativa. Intanto, in modo non dissimile dalla Final Destination saga (ma assai meno autoironiconsapevolmente), la saga di (Jig)Saw sembra scarnificarsi per ridursi all’osso, ossia alla mera serializzazione di morti-enigma giustificate da pretesti narrativi affatto arbitrari (vero Leitmotiv di tutta la serie); Poi c’è la definitiva mitizzazione del protagonista, eretto allo status di luciferino santone e circondato da un alone di grandezza quasi oltreumano; Infine, e siamo all’aspetto forse più interessante, c’è la volontà di dare coesione alla saga introducendo elementi “retroattivi” non all’interno del solo III capitolo, ma addirittura ab initio (si scopre che Amanda era il braccio destro del Nostro già nel I capitolo). Registicamente, Bousman continua a darci dentro con la sua handycam impazzita “ben” coadiuvata dal montaggio quasi subliminale e da una fotografia che predilige i toni scuri con decise virate (mono)cromatiche. Ne risulta un mix risaputissimo appena vivacizzato da 1) qualche buona trovata e 2) dalla vera “novità” di Saw III: 1) Bousman, a inizio pellicola, sembra indirizzarsi verso una sistematica (con)fusione spazio-temporale ottenuta facendo convivere in una stessa inquadratura, a suon di fastforward e panoramiche a schiaffo, momenti narrativi diversi in uno stesso luogo e/o in luoghi diversi, tanto che sorge il sospetto (presto vanificato) che sarà quello il nuovo giochino formale che toglierà le castagne diegetiche dal fuoco; 2) Saw III fa il passo decisivo verso lo splatter, mettendo (finalmente?) in campo, da subito, un livello di gore decisamente alto e sostanzialmente estraneo al mainstream cinematografico della grande distribuzione. Musiche del solito Charlie Clouser con contributi di altri dinosauri dell’industrial come Ministry e Helmet.