Thriller

RESURRECTION (1999)

Titolo OriginaleResurrection
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1999
Genere
Durata108'

TRAMA

Chicago: un serial killer vuole “ricostruire” il corpo del Cristo con diverse parti anatomiche delle proprie vittime. Un detective gli è alle costole.

RECENSIONI

Il titolo è ironico? La resurrezione dovrebbe essere quella del regista (Russell Mulcahy) e dell'interprete (Christopher Lambert) del mitico Highlander (ma lo sceneggiatore Brad Mirman è lo stesso di Highlander III, poco da vantarsi) dopo anni d'oblio in produzioni di routine? In realtà è solo l'ennesima prova della morte artistica di un regista di talento e la conferma della casualità di alcune buone prove interpretative nel curriculum di Lambert, colpevole, in questa sede, di aver partecipato anche alla produzione e alla stesura del soggetto. Siamo nella più bieca e sfacciata scopiazzatura di Seven (le macabre morti a tema biblico…), Il Silenzio degli Innocenti (l'assassino diabolico ed il confronto diretto con la propria controparte), solo per citare i titoli più noti, ma ormai le imitazioni non si contano. Una trama poliziesca schematica e banale, tanto che lo spettatore è in grado di suggerire al tonto detective, prima che gli vengano in mente, le soluzioni agli enigmi forniti dagli indizi (i numeri romani corrispondono ai versetti della Bibbia, cretino! Non hai mai visto un film su di un serial killer fanatico della religione?). Cliché dopo cliché, si arriva alla prima sequenza decente della pellicola, quella in cui Leland Orser (con Robert Joy è l'unico interprete valido, non ce ne voglia il regista David Cronenberg, nel ruolo poco incisivo di un prete) viene scambiato per l'assassino: a seguire, con lo script che (miracolo?) scoperchia la tomba delle idee, non sono male neanche la trovata del furto della "seconda gamba", la scena con lo shock per la moglie morta, il colpo di scena dell'Fbi, la chiusura circolare che lega la morte di un figlio alla salvezza di un altro. Mulcahy, come al solito, s'interessa più degli aspetti formali che della sostanza di quel che dice (e di come lo dice): sono particolari sia la sua ricerca cromatica, in cui dominano il verde ed il giallo, sia il modo in cui fa filtrare la luce attraverso i pannelli colorati (vedi gli interni/ristorante).