Poliziesco

QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI

Titolo OriginaleDog Day Afternoon
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1975
Durata125'

TRAMA

Sal e Sonny chiusi nella banca che volevano rapinare, follia e stupidità degli uomini e del “nuovo” potere mediatico.

RECENSIONI

Ognuno ha le proprie ragioni, anche nell'anarchica e sentimentale avventatezza di rapinare una banca: Sal e Sonny brancolano, da un angolo all'altro, armi in pugno, tentando di non ammettere la sconfitta. Diversi e disgraziati, entrambi reduci del Vietnam, nel caldo agosto del 1972 vengono travolti da istanze superiori, la loro voglia di affermare e rincorrere la felicità e la dirompente invadenza dell'amoralità televisiva: diventano eroi, si intervistano i loro parenti, amanti perché gli sfaccendati abbiano di che impicciarsi. Si formano capannelli di sostegno, un'azione sregolata, minima in effetti, come il tentativo di rapina diventa ingovernabile congiuntura di scontri e sguardi. Arrivano gli agenti del FBI, un frammento per far precipitare la precarietà latente, la canicola crea miraggi di salvezza, l'ottusità, la pochezza di tutti li sbriciola.
Lumet si appiccica ai volti ed ai corpi di Pacino e Cazale impazziti in un delirio che li governa, urlano, allargano le braccia, temono i prigionieri come la loro dannazione, infotainment a risucchiarli, da un microfono all'altro, da uno schermo all'altro, sparsi in mille case eppure rinchiusi, costretti nell'estranea banca - altro simbolo del potere - a farsi icone del malessere sociale, pensare che Sal non voleva altro che il denaro sufficiente per l'operazione di cambio di sesso per il suo amante.
L'anno seguente (1976) Lumet dirigerà un altro eloquente film sui media, "Quinto Potere, forse troppo a tema, ma in quest'occasione, grazie alla coppia di protagonisti la fusione degli intenti è perfetta: tensione e commozione, pubblico e privato sono trattati con sensibilità e rigore. Ogni accusa va a segno e nella mente rimane il dialogo di Al Pacino con l'amante.