Sentimentale

PROPOSTA INDECENTE

Titolo OriginaleIndecent proposal
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1993
Durata110'

TRAMA

Una coppia innamorata, in crisi economica, è avvicinata da un miliardario che, per una notte d’amore con lei, offre un milione di dollari.

RECENSIONI

Toccando il fondo, Lyne fa venire a galla il lato peggiore di uno stile che, ingiustamente, la critica gli ha sempre rimproverato. Fatta la tara della piattissima sceneggiatura (di Amy Holden Jones), gli stilemi da meschino linguaggio pubblicitario regnano sovrani quando, in altre opere del regista inglese, la tecnica patinata ed effettistica era diegetica a plot sopra le righe (musical, thriller, erotici, psichedelici) e li valorizzava al meglio, con considerevoli doti tecnico/espressive (innegabile il talento di Lyne vedendo Allucinazione Perversa). Qui tutto è fuori luogo: il pacchiano glamour per un nonnulla, i terribili violini di John Barry che sottolineano ogni banalità, la soverchia cura del montaggio e degli stati di apprensione (il dettaglio dei dadi e della roulette al casinò; l’attimo subliminale in cui Harrelson vede un’erotica Moore su tutti i teleschermi) che accompagna l’inconsistenza di un testo favolistico e didascalico. Non avendo il racconto alcuna chance di coinvolgere, si crea una sorta di straniamento in cui tutte le tecniche (calibrate più sul mezzo che sul messaggio) e i propositi mercantili di Lyne scoprono la loro natura manipolatoria, sono messi a nudo mentre vestono il film di ridicolo involontario: dalle prime, insistite sequenze erotiche con musica pop alla moda a tutti i puerili stimoli delle emozioni dello spettatore. Più raffinatezza nelle psicologie, nelle implicazioni morali/sociali che l’idea di base poteva offrire e, forse, si sarebbero sopportati anche i triti messaggi di fondo (i soldi non sono tutto; la gelosia getta nelle braccia altrui; non tutto si dimentica e così via) che incorniciano un test della personalità da rivista delle donne in attesa dalla parrucchiera (“Tu ci staresti per un milione di dollari?”). Il botteghino ha dato ragione alle sciampiste facendo della Moore, ai tempi, la diva più pagata di Hollywood. Camei dei musicisti Herbie Hancock e Sheena Easton, nel ruolo di se stessi.