Fantascienza, Horror

PITCH BLACK

Titolo OriginalePitch Black
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2000
Durata107'
Fotografia
Montaggio

TRAMA

In un futuro non lontano Fry, una pilota di navi spaziali, compie un atterraggio di fortuna sun un pianeta molto distante dalla terra. La violenta manovra miete vittime tra l’equipaggio e i passeggeri. Tra i sopravvissuti c’è un cacciatore di taglie, Johns, che ha appena catturato il pericoloso omicida Riddick. La temperatura del pianeta è torrida e il gruppo di superstiti deve risultare unito. Apparentemente non ci sono forme di vita, ma il buio nasconde terribili creature carnivore.

RECENSIONI

Alla base di questo lungometraggio americano sembra esserci l'idea che tutto ormai è già stato raccontato e l'unica soluzione è raccontare la stessa storia in modo diverso. Se non puoi convincerli, confondili. Ed è quello che riesce a fare, con una certa abilità, il regista e co-sceneggiatore David Twohy. Il film comincia come un classico di fantascienza (l'atterraggio di fortuna su un pianeta sconosciuto), prende i risvolti di un thriller (dell'equipaggio fa parte anche un pericoloso omicida) e sfocia nell'horror (il buio nasconde creature spaventose e carnivore). I modelli di riferimento sono tantissimi, da "Alien" a "Tremors" passando per i due soli di "Guerre Stellari", e non c'è nulla di veramente originale, ma i colpi di scena e i momenti ad effetto si susseguono con un buon ritmo che incolla allo schermo. La cosa piu' stereotipata è forse la situazione di partenza che vede un gruppo di varia umanità destinato a unire le proprie forze per fronteggiare un terribile pericolo. E nel gruppo c'è veramente di tutto: bianchi e neri, ragazzini e adulti, atei e credenti, omicidi e cacciatori di taglie, insomma l'ormai logoro melting-pot a cui il cinema catastrofico ci ha da decenni abituato: personalità diverse, caratteri contrapposti, in modo da creare contrasti forti e spettacolari. Ma di nuovo c'è la contaminazione dei generi che rende il film di difficile catalogazione permettendo allo spettatore il lusso, di questi tempi, di non sapere chi si salverà e come. Le scelte di sceneggiatura non sempre reggono, ma il divertimento è assicurato.