Thriller

NON SI SEVIZIA UN PAPERINO

NazioneItalia
Anno Produzione1973
Genere
Durata110’

TRAMA

In un piccolo paese lucano, una donna usa la magia nera per uccidere i bambini. La polizia, però, indaga anche su di una ricca rampolla, sulla madre del parroco e sul matto del paese.

RECENSIONI

Lucio Fulci è passato dai “Franco e Ciccio” agli spaghetti-western (di cui torna l’effetto sonoro delle scazzottate) e thriller/gialli stile Dario Argento che andavano di moda, per cui aveva già dato alle stampe Una Lucertola con la Pelle di Donna: in questo caso, in modo originale, li declina in chiave rurale, inaugurando un sottogenere. Non bastano però gli accenni più “impegnati” sull’ignoranza che coltiva i pregiudizi o sulla crescita che debilita il candore di un fanciullo (famosa, anche perché censurata, la scena “sexy” in cui l’ignuda Barbara Bouchet lo provoca) per mascherare intenti commerciali troppo ammiccanti. Ha una buona padronanza del mezzo ma è troppo parco di bizzarrie (tematiche, estetiche); non vuole (o non sa) spaventare ma solo essere sgradevole-splatter (cosa per cui, comunque, è diventato un regista di culto). La sceneggiatura preferisce accumulare ingredienti dai segni “grossi” piuttosto che articolare in modo coinvolgente la drammaturgia e il meccanismo giallo è inefficace, privo di mistero: in un primo momento fornisce con certezza l’identità del colpevole, facendo perdere di interesse l’indagine, in seguito fa cadere i sospetti su di un’altra figura, ma sempre senza alcuna ambiguità, alcun dubbio da iniettare, continuando con questo vezzo impertinente fino alla fine, diventando prevedibile (e noioso). Peccato, perché la prima mezz’ora, con quest’ambientazione in un arretrato ed inquietante paesino lucano, è qualcosa di inedito e potente. Florinda Bolkan (in dipartita da martire sulle note di ‘Quei giorni insieme a te” di Ortolani e Ornella Vanoni) faceva la strega anche nel precedente L’Ultima Valle.