Horror

MEMORIES

Titolo OriginaleSeori
NazioneCorea del Sud
Anno Produzione2002
Genere
Durata39'
Sceneggiatura
Tratto dadal film a episodi Three
Fotografia
Scenografia

TRAMA

Un uomo si rivolge a uno psichiatra per ricordare che cosa è successo il giorno in cui la moglie è scomparsa dalla sua vita. Intanto la donna si sveglia distesa in una strada deserta senza sapere come vi sia capitata e tenta di trovare la strada di casa. Allo stesso tempo il marito si dirige in macchina verso il loro appartamento. Separatamente, i due iniziano a recuperare la memoria degli avvenimenti.

RECENSIONI


Esemplare nella sua essenzialità estetica, l’episodio Memories dell’horror collettivo Three (gli altri due episodi sono firmati dall’hongkonghese Peter Chan e dal thailandese Nonzee Nimibutr) è una sorta di saggio teorico del cinema di Kim Jee-woon. Qui il cineasta coreano affronta il nucleo centrale della sua poetica, quello dell’identità, formulandolo con assoluta chiarezza. Le sue creature sono quasi sempre spinte al ridicolo, alla follia o alla morte dall’incontrollabile esigenza di uniformare la propria natura ad un’irraggiungibile immagine esteriore. Che questa si identifichi con la rispettabilità sociale (The Quiet Family), con l’affermazione sportiva (The Foul King) o con l’osservanza di un codice professionale ai limiti dell’ascesi (A Bittersweet Life) non importa. Quello che conta sembra essere soltanto lo sforzo di adeguamento ad un modello ideale cristallizzato in immagini (che esse siano televisive, fotografiche o riflesse non cambia).


In questo caso si tratta di un’immagine fotografica che ritrae un uomo in compagnia della moglie: una fotografia sorridente, rassicurante, esemplare. Un modello ideale, appunto, che occupa la mente dell’uomo impedendogli di guardare in faccia la verità. La sostituzione della realtà con un’immagine ideale non può non generare problemi di identità e conseguenti dissociazioni psichiche, cosa che si verificherà puntualmente in questo raffinatissimo corto dalla costruzione nitidamente, limpidamente delirante. Paradigmatico.