Commedia

MANGIARE BERE UOMO DONNA

Titolo OriginaleYin shi nan nu
NazioneTaiwan
Anno Produzione1994
Genere
Durata123’

TRAMA

Grande cuoco in pensione, Chiu ha tre figlie: la primogenita è una zitella impenitente, la seconda pensa alla carriera, l’ultima flirta con il ragazzo di una collega.

RECENSIONI

La vita, imprevedibile, non è una ricetta: occorre riappropriarsene per gustarne i sapori. Rispetto all'accostamento cibo-sesso, Ang Lee privilegia l'allegoria del consumare l'esistenza, stuzzica le papille gustative con l'arte culinaria (lo straordinario lavoro di montaggio in apertura), esorcizza l'incomunicabilità con i rituali e imprigiona l'amore padre/figli in un raviolo al vapore. L'apparente armonia delle pietanze si specchia nella malinconica laconicità della pellicola, che accantona i cibi indigesti di Pushing Hands, l'accostamento dolce-salato de Il Banchetto di Nozze e sposa la pericolosa filosofia di un eterno antipasto: leggera iniziazione, sospensione del desiderio, allontanamento (delle figlie) dalla pietanza principale (il padre). La pellicola (il padre) prepara con tanto amore un insieme di piatti che i figli (gli spettatori) non riescono a gustare fino in fondo, distratti da troppa carne al fuoco: lo stile cecoviano non trasforma la giustapposizione casuale degli eventi quotidiani in un quadro chiaro e indiscutibile (direbbe Tolstoj). Il montaggio parallelo segue in modo schematico i tre amori muliebri con contorni dissociati, tutta una serie di buoni odori solletica le narici (cucinare per il prossimo come volontà d'amore, la memoria depositata nell'olfatto, la necessità di gustare il cibo col cuore), il piatto forte è un colpo di scena sorprendente quanto gratuito nella dieta generale: la tavola imbandita promette sapori che appagheranno e lasceranno leggero lo stomaco. Si gustano le pietanze e i conti non tornano: il pesce non lega con la carne, il vino non ci azzecca con il tè di montagna, molte, troppe decorazioni (anche l'occhio vuole la sua parte) sono fini a se stesse. Ci si alza leggeri e insoddisfatti.