Demenziale

MANDIBULES

Titolo OriginaleMandibules
NazioneFrancia, Belgio
Anno Produzione2020
Durata77'
Sceneggiatura
Fotografia
Scenografia
Musiche

TRAMA

Quando Jean-Gab e Manu, due amici un po’ sempliciotti, trovano una mosca gigantesca intrappolata nel bagagliaio di un’auto, decidono di addestrarla per farci un sacco di soldi.

RECENSIONI

Mandibules è il gemello diverso di Doppia pelle: se in quel film Dupieux esercitava la sua demenzialità su un terreno ultrateorico, autoriflessivo, intellettuale, qui fa cadere ogni costrutto concettuale per mostrare, nudo e crudo, il discorso che da sempre caratterizza la sua arte (in qualsiasi campo, dal cinema al videoclip -  a proposito: musica dei Metronomy -, dalla pubblicità alla musica): quello della gratuità, della libertà assoluta, di un assurdo che sa farsi nobile delirio.
Così dà la stura a un fuoco di fila di trovate irresistibili benché/perché stupide, inanellandole su un filo narrativo pretestuoso, genialmente imbecille, quello di uno Scemo + Scemo ancora più scemo, perché davvero decerebrato e selvaggio. Lo fa con una forza comica impagabile, che non mostra mai la corda perché - per ispirazione e per caso - il campo cambia felicemente di continuo, ma conservando, la scrittura, la coerenza di questi personaggi teneramente folli, alieni in una realtà che viene detta normale e che, sotto sotto (ma neanche tanto), è ancora più assurda.
Peccato che la radicalità della proposta (e il genere: la commedia è sempre bistrattata) abbiano privato un autore riconosciuto (a suo modo già un maestro, non fosse altro che non si può paragonarlo a nessun altro) della competizione veneziana: Dupieux l’avrebbe meritata e, stante il successo unanime ricevuto dal film, forse avrebbe portato a casa persino qualche premio. Sarà per la prossima volta, anche se il compito di un festival sarebbe proprio l’opposto: proporre nuovi assetti, anticipare le cose, non prendere semplicemente atto, a giochi fatti, dello status quo.