Drammatico

LE ONDE DEL DESTINO

Titolo OriginaleBreaking the Waves
NazioneDanimarca
Anno Produzione1996
Durata159'

TRAMA

In una comunità religiosa delle isole scozzesi, la giovane Bess decide di sposare uno “straniero” e gli si dedica anima e corpo quando rimane paralizzato.

RECENSIONI

Un amour fou diviso in sette capitoli, introdotti da sette paesaggi ritoccati al computer e da altrettanti brani-cult degli anni settanta (Mott the Hoople, Elton John, Jethro Tull, T.Rex, David Bowie). Il melodramma, il barocco figurativo spacciato per dilettantismo (la macchina da presa a mano riprende gli attori come un ubriaco al pranzo di nozze: movimenti sconnessi, immagini sfuocate) ed il piacere gotico negli estremismi drammaturgici (ricorda il romanticismo allucinato e buffonesco di Jane Campion e Leos Carax) implodono in un rigoroso livellamento degli stessi nell'impronta sottotono (e religiosa) alla Dreyer. Lo stile di von Trier è il punto d'incontro di un riflusso di stili e tecniche (gli studi fotografici in continua mutazione di Muller: dal variopinto alla tinta unica, dalla pellicola sgranata al seppia), mescola lo straniamento godardiano (sguardi in macchina, virate al tragicomico, trasgressione dei codici cinematografici) al gusto macabro per la violenza, il tecnicismo e la velocità di ritmo ai tempi laschi del cinema intimista. Le opere precedenti dell'autore danese erano imperniate sul "Male", qui è protagonista il Dio del Bene visto attraverso gli occhi di un laico che crede negli eventi magici, nella Fede, nell'Amore assoluto che gli occhi infedeli ed invidiosi (il dottore innamorato di Bess), non comprendendone il potere, cercano di arginare, denigrare, "lapidare" in una via crucis (i sassi lanciati dai bambini). Potenzialmente, un'opera possente e sconvolgente, raffreddata dal protagonismo della macchina da presa, dalla lunghezza esasperante (ripetitivi il 5° e il 6° capitolo), da una chiusura "miracolosa" (le campane in cielo) futile e pacchiana come quella di Cuore Selvaggio di David Lynch. Ma come dimenticare la prova della buffa e dolce Emily Watson? Grandi occhi chiari che, con uno sguardo, esprimono tutto uno spettro di emozioni: stupore infantile, gioia, paura, amore, vitalità, follia, ingenuità, innocenza. Un essere indifeso e, in virtù del proprio amore, onnipotente (artefice del proprio Destino…), votato a sacrifici estremi come il Cristo. Girato nelle isole Skye in Scozia.