Commedia, Drammatico

LE INVISIBILI

Titolo OriginaleLes Invisibles
NazioneFrancia
Anno Produzione2018
Durata102'
Basato sul documentario Femmes Invisibles di Claire Lajeunie e sul saggio Sur la route des Invisibles, della stessa autrice
Fotografia
Scenografia

TRAMA

Lady D, Édith Piaf, Brigitte Macron, Beyoncé, Salma Hayek e le altre scalpitano davanti al cancello dell’Envol, centro di accoglienza diurno ubicato nel Nord della Francia e destinato a ricevere donne senza fissa dimora. Nascoste dietro agli pseudonimi celebri che si sono scelte per preservare il loro anonimato, cercano e trovano per qualche ora riparo tra quelle mura. Una doccia, un caffè, qualche ora di calore umano le confortano e le rimettono in piedi. Almeno fino al giorno in cui Audrey e Manu, che dirigono con polso e benevolenza il centro, non ricevono lo ‘sfratto’. I fondi sono sospesi secondo le disposizioni della municipalità che ritiene il tasso di reinserimento insufficiente e non vuole più dispensare senza risultati. Ma Audrey e Manu con l’aiuto di Hélène, psicologa trascurata dal marito, non si arrendono e decidono di installare clandestinamente un laboratorio terapeutico e un dormitorio.

RECENSIONI

Anzin, Francia. L'Envol è un centro diurno atto a reinserire in società donne senza fissa dimora. Le statistiche però, con il solo 4% di reintegrazioni andate a buon fine, non supportano lo sforzo economico e il centro viene chiuso dal consiglio cittadino. Ma i dati, imparziali per natura, non tengono certo conto delle dinamiche personali che si instaurano all'interno di un'organizzazione come questa e che spingono le operatrici a tenere aperto abusivamente il centro nonostante la chiusura imposta
Nel centro diurno, diventato ormai anche notturno, perché se vogliamo infrangere le regole tanto vale infrangerle in toto, si organizzano workshop e sedute terapeutiche, in lunghe sessioni di dialogo e compenetrazione umana, in cui alle senzatetto vengono insegnate sì faccende pratiche come la compilazione di un cv, ma anche impegni più personali come il valorizzare se stesse attingendo ai propri talenti e soprattutto vengono preparate a relazionarsi con il prossimo.

È proprio questo il centro dell'interesse di Louis-Julien Petit, che per restituire un genuino senso di umana condivisione e solidarietà si avvale di un gruppo misto: da una parte le assistenti sociali interpretate da attrici professioniste (Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky, Déborah Lukumuena), dall'altra le assistite, non professioniste scelte dal regista in lunghi provini in cui hanno avuto il tempo di lasciarsi andare e raccontare le loro storie personali. Ne traspare una lavorazione girata in sequenza da Petit, fortemente influenzato dalla commedia sociale di Ken Loach, fatta di collaborazione, di condivisione sia economica che privata, che favorisce la creazione di un gruppo. Il regista raggiunge così un'alchimia fra i suoi personaggi che è specchio della rispettiva armonia raggiunta sul set, un sistema che compenetra realtà e realtà rappresentata e che grida a gran voce "le persone prima dei numeri". Il risultato complessivo è un'esortazione ad affrontare col sorriso la più drammatica delle situazioni, come ben evidenzia lo smile presente anche sulla locandina, una commedia indirizzata ad aiutare e a dar luce a tutte le invisibili, non solo le senzatetto ma anche le assistenti sociali che operano nei centri, perché invisibili lo sono entrambe, cifre troppo basse per essere viste del governo. Un percorso di crescita su doppio binario, sia per le aiutanti che per le aiutate, prevedibile, lineare ma comunque efficace, complice anche un'opportuna chiusura senza spiegoni e senza didascalismi che non si porta via, come spesso accade, più tempo del necessario.