Sentimentale

LA FIGLIA DI RYAN

Titolo OriginaleRyan’s daughter
NazioneGran Bretagna
Anno Produzione1970
Durata176’

TRAMA

Primi XX secolo: in un piccolo paese irlandese nel Golfo di Kerry, la giovane figlia del taverniere Ryan sposa il maestro vedovo di cui è da sempre innamorata. Ma le manca qualcosa: la passione che scoppierà con un tormentato e zoppo maggiore dell’esercito, eroe di guerra.

RECENSIONI

Quest’opera di Lean è tante cose: tragedia della bruttura umana; pamphlet sulla contrapposizione fra amore e passione (con scene di sesso eloquenti insolite per il regista); racconto su vigliacchi eroi e traditori; questione irlandese; irrisolto studio ideologico sulle fazioni in campo (da che parte stare? Siamo tutti uguali o esiste una ragione superiore?); Madame Bovary di Flaubert cui la (non eccelsa) sceneggiatura s’ispira; harmony di lusso (certe leziosità tentano di bissare l’exploit de Il Dottor Zivago); documentario straordinario sulla Natura (le riprese del mare in tempesta di Roy Stevens sono da antologia, degne di un L’Uomo di Aran a colori); sguardo autorale (tre ore e mezzo in cui indugiare su sguardi e gesti riflessivi, montaggi paralleli con la natura che fa da commento); drammaturgia claudicante (tre ore e mezzo in cui Lean non sa svilupparla con sapienza e chiarezza); commedia giullaresca con uno straordinario John Mills nella parte dello scemo del villaggio (le invadenti note musicali di Maurice Jarre gli cuciono addosso, però, un tema troppo buffonesco, quasi a replicare quel motivetto clownesco di Hobson il Tiranno dove Mills, parimenti, interpretava “l’ingenuo” della situazione). Cinema popolare dal sicuro impatto, garantito da un racconto a tinte forti (e prevedibile, per schemi e temi), bellissime location (ma la cittadina di Kirrary è stata costruita appositamente per il film), interpretazioni convincenti. Cinema irritante nel momento in cui si affida a passaggi facili ed ammiccanti (eppure non artificiosi: sono tali per connaturata propensione di un regista talentuoso). La critica lo massacrò: David Lean decise di non girare più per quattordici anni.