Horror

LA CASA DELLE BAMBOLE

Titolo OriginaleGhostland
NazioneCanada, Francia
Anno Produzione2017
Genere
Durata91’
Sceneggiatura
Fotografia
Montaggio
Scenografia

TRAMA

Pauline conduce le figlie Vera e Beth nella casa ereditata da una zia, colma di bambole antiche. Irrompono, violenti, un travestito e un energumeno che la madre mette fuori gioco. Da grande, Beth è un’affermata scrittrice dell’orrore.

RECENSIONI

Pascal Laugier persevera in azzardi propedeutici al cinema horror più disturbante della sua generazione (Rob Zombie, citato in un dialogo, compreso). Per il malessere che provoca, gli si perdonano ingredienti troppo fuori o dentro misura: se i focolai dell’orrore sono calchi e le citazioni consegnano anticipazioni indesiderate, le evocazioni immergono in un universo atto a smuovere le viscere. Nelle dinamiche in cui l’aguzzino si trastulla con la vittima, è scontato lo schema pausa- presunta salvezza- mostro dietro l’angolo ma, per quanto s’affidi anche alla “scorrettezza” di suoni e note amplificate, la scossa arriva implacabile comunque, perché s’impongono il contesto elaborato e certe anomalie (quali la soggettiva del mostro con l’incubo delle bambole, la carne strappata a morsi dalla vittima). Dentro misura: il balocco trasformato in incubo (il furgone dei dolci), previo stalking da Duel; l’insensata perversione dei deformi di provincia, per cui Non Aprite quella Porta o l’invulnerabilità farà mattanza; il torture porn con sevizie adolescenziali dei Martyrs e, dentro casa, Che fine ha fatto Baby Jane?, Shining e La Bambola Assassina. Ma sono risonanze per evocare terribili fantasmi, non emulazioni. Ci sono anche segni destituiti, citazioni indirette/dirette gratuite di cui il film non s’impregna: dal bambino stile Grano Rosso Sangue in apertura a tutto il leitmotiv su e con H.P. Lovecraft (la pacchiana apparizione di Paul Tiley sotto pesante trucco), colpo-di-scena su protagonista scrittrice compreso, con colpevole assenza di Il seme della Follia. Avventatezze fuori misura da Omicidi & Incantesimi, tanto sterili quanto rilevanti perché inusitate, tanto importune da coadiuvare il disagio da perturbamento: la traccia di fuga dalla realtà, che fa la morale da fiaba nera con orco, strega, Hansel e Gretel, appare pretestuosa ma offre rifugio dal rivoltante, dove il bambino gigante annusa eccitato la vittima a testa in giù e impregnata di urina.