Avventura, Azione, Commedia

JUMANJI: THE NEXT LEVEL

Titolo OriginaleJumanki: The Next Level
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2019
Durata115'
Trattoda Jumanji di Chris Van Allsburg
Fotografia
Montaggio
Scenografia

TRAMA

Quando un 17enne mingherlino si ritrova nel corpo di The Rock come può la sua vita tornare alla normalità, all’asma e a un deprimente lavoro in un drugstore? Per le vacanze di Natale, Spencer si presenta con il morale sotto le scarpe a casa del nonno che  lo sprona a fare qualcosa della sua vita. Così il ragazzo decide di tuffarsi ancora una volta nel gioco magico Jumanji anche se, una volta entrato, scoprirà che molte cose sono cambiate dalla sua ultima avventura…

RECENSIONI

QUESTA GIUNGLA MI DISTRUGGE...

Riesumare franchise trapassati e scoperchiare lapidi nel campo santo dei blockbuster è uno dei passatempi preferiti in quel di Hollywood. E la pulsante retrowave stile 80's dell'ultimo quinquennio sembra virare verso un trend meno glitter e più Big Bubble, in puro stile novanta.

Ecco spiegata la febbre da sequel di film intramontabili che con l'originale condividono appena il nome (vedi Ghostbusters in arrivo). Sotto questo spirito nel 2017 esce Jumanji - Benvenuti nella Giungla, (apocrifo) reboot (?) del quasi omonimo cult movie con Robin Williams che sbanca al botteghino; potevano non tornare con un secondo capitolo? Certo che sì, ma l'hanno fatto comunque. Eccoci quindi approdati a Jumanji: The Next Level in cui il poliedrico team di A-lister guidato da Dwayne "The Rock" Johnson torna nella giungla, per il bis alla regia di Jake Kasdan.
Il concept, pur ricalcando la patina action del predecessore, riserva un paio di sorprese tendendo al pubblico un bouquet fresco di slapstick comedy e stand-up jokes, con qualche infelice ammiccamento da (Ok) Boomer che fa storcere il naso ai Millennials. La narrazione riprende da dove si era interrotta, con i quattro protagonisti catapultati di nuovo nella versione 4.0 di Jumanji, passato da sinistro gioco da tavolo a sadica (iper)realtà virtuale. Le regole sono le stesse, il setting anche; le differenze stanno nell'ascesa di un nuovo villain - tanto barbuto quanto marginale - e nella reinvenzione delle caratterizzazioni. 

Pinkner e Rosenberg alla sceneggiatura meritano un (mal comune mezzo) gaudio per non essersi accontentati di raffazzonare un collage del primo film, smentendo le fiacche aspettative del pubblico con l'aiuto di struzzi assassini, ottuagenari burberi e una spruzzata di gender equality. Alla regia Kasdan fa prevalere la narrazione sulla tecnica sapendo che, dove non arriva la sua esperienza, ci pensa la CGI.
Ma il successo si deve a un Dream Team stellare e affiatato. The Rock torna a vestire i panni di un Indiana Jones ipertrofico: la grandezza del suo carisma è seconda solo a quella dei bicipiti. Jack Black e Kevin Hart fanno quello che gli riesce meglio: gli scemi, confezionando due performance spassose e complementari. La povera Karen Gillan soffre invece per una caratterizzazione ferma in superficie: sprecata. La coppia di "Danny" da spugnature (De Vito-Glover) si rivela il vero ingrediente vincente nel restyling di un brand su cui, ci auguriamo, calerà per sempre il sipario.
Jumanji: The Next Level sembra riuscire a portare il gioco (al massacro) a un altro livello, osando quanto basta per tenere agganciati gli spettatori. Un family movie costruito attorno allo charme steroideo di The Rock, gli scimmiottamenti giullareschi di  Black e la frenesia convulsa di Hart. Si ride (non troppo), ci si appassiona (non sempre). e si disconnettono le sinapsi per 115 minuti di intrattenimento senza pretese. "Nel box-office dovrai stare finché un buon film non compare". Inaspettato.