Thriller

IPOTESI DI COMPLOTTO

Titolo OriginaleConspiracy Theory
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1997
Genere
Durata134'

TRAMA

Un tassista paranoico è convinto che stiano attentando alla vita del Presidente. Mette a parte di ciò una poco convinta dipendente del Ministero della Giustizia.

RECENSIONI

Torna la premiata ditta Richard Donner -Joel Silver (produttore) - Mel Gibson di Arma Letale, avvalendosi del talentuoso (L.A. Confidential) sceneggiatore Brian Helgeland, ideatore del precedente e munifico Assassins di Donner. I quattro propongono un altro prodotto esplosivo ed originale, sebbene inficiato da qualche lacuna (come sfugge il personaggio di Julia Roberts ai suoi inseguitori? Come fa, nell’ospedale, a trovare così facilmente il paranoico tassista?), dal "test audience" che ha imposto un finale lieto (per fortuna raffinato) e dal personaggio interpretato da Gibson, troppo simile al simpatico ed ingestibile (“arma letale”) Martin Riggs. Il paranoico protagonista è, comunque, assai insolito nell'essere, allo stesso tempo, tormentato, innamorato, autoironico e mentalmente instabile ma, anche nei momenti più tragici, la pellicola rischia di stemperarsi in un’ironia involontaria (quella voluta c’è, ma altrove). Se la partenza (dopo i fantasiosi titoli di testa) è all'insegna della commedia, con Taxi Driver spiritoso, logorroico, satiro politico ossessionato da complotti che vede dappertutto (anche in Oliver Stone!), la successiva, terribile sequenza della tortura (girata in modo stilizzato, con gran mano) getta subito in una realtà (o fantasia del protagonista) ben più violenta, dove la paranoia del complotto diventa patrimonio comune (dello spettatore) e sta alla toccante, istintiva fiducia concessa dal tipo della Roberts mettere ordine nel vissuto doloroso e sommerso di un uomo assillato dal romanzo “Il giovane Holden”. La confezione è assai professionale ed efficace per ricchezza di tensione, ritmo, spettacolarità e pathos, e, rispetto agli standard hollywoodiani, è anche insolitamente (psicologicamente) feroce. Il regista fa un cameo (è il primo passeggero durante i titoli di testa) e si autocita in LadyHawke (è il film che proiettano nel cinema in cui entra il tassista di Gibson).