Intervista

Intervista a Richard LaGravenese

Richard LaGravenese (Brooklyn, New York, 1959) s’impone inizialmente come sceneggiatore con La leggenda del re pescatore (1991, candidatura allOscar per lo script). Sue le sceneggiature de I ponti di Madison County (regia di Clint Eastwood, 1995), L’amore ha due facce (1996, regia di Barbra Streisand),  L’uomo che sussurrava ai cavalli (1998, regia di Robert Redford), Beloved (1998, di Jonathan Demme), Come l’acqua per gli elefanti (2011, di Francis Lawrence).
_x000D_Debutta alla regia con Kiss (Leaving Out Load, 1998), cui seguono Freedom Writers (2007) e P.S. I Love You (2007). Torna sugli schermi nel 2013 con Beautiful Creatures.


Conosco Richard LaGravenese dal 2008. La nostra amicizia è nata come una collaborazione professionale che lentamente si è trasformata in qualcosa di molto più intimo e profondo. Per circa due anni ci siamo visti almeno una volta la settimana, intrattenendo conversazioni che spaziavano dal cinema alla letteratura, dagli affetti personali alle nostre carriere, perdendoci spesso nei meandri delle nostre rispettive esperienze. Nonostante la sua posizione di sceneggiatore e regista affermato nell’industria cinematografica americana, Richard ha sempre dimostrato un enorme rispetto per il mio tempo e per il mio lavoro. In molte occasioni è stato per me un fratello maggiore, si è prodigato  nell’offrirmi consigli e supporto emotivo quando ne ho avuto bisogno. La sua sensibilità di scrittore e la sua creatività hanno dato colore a numerosi pomeriggi passati a studiare insieme. Richard è un uomo dolce e gentile, e il suo altruismo e la sua sincerità sono confermati nuovamente da questa intervista che mi ha rilasciato in occasione dell’uscita del suo nuovo film, Beautiful Creatures.
_x000D_(AZ)
Caro Richard, innanzitutto ti ringrazio per averci concesso questa intervista. Beautiful Creatures è il primo film che hai sceneggiato e diretto dopo il grande successo di P.S. I Love You (2007). Come è stato ritornare dietro la macchina da presa?

_x000D__x000D_

Questa è stata la mia esperienza più difficile e straordinaria. Non ho mai amato girare un film più di questo, proprio perché era al di là della mia portata. Durante le riprese mi svegliavo ogni giorno e dovevo affrontare queste sfide enormi, come assicurarmi che la trama fosse rispettata, organizzare fino a 400 comparse, pensare agli effetti speciali che avremmo usato e descriverli ai tecnici prima ancora di averli creati. Ma ho amato molto la collaborazione con Philippe [Rousselot, il direttore della fotografia, ndr], con gli attori, con tutta la squadra… È stato un periodo molto stimolante, molto creativo. Mi sono piaciute molto anche New Orleans e la Louisiana. Per un newyorchese, girare nel sud degli Stati Uniti è come lavorare all’estero. Uno degli aspetti più gratificanti della mia professione è che offre la possibilità di immergersi in un’altra cultura, anche se si trova all’interno di questo paese.
Hai degli aneddoti che vuoi raccontare su questo periodo passato al sud?

_x000D__x000D_

Il maltempo ci ha costretti a rallentare la produzione. Abbiamo perso due giorni di lavorazione a causa di tempeste che arrivavano contemporaneamente dal Nord e dal Sud. Siccome si tratta di tempeste elettriche, bisogna chiudere la produzione e mettere tutti al sicuro immediatamente. Un giorno, mentre stavamo sbaraccando, abbiamo visto all’orizzonte una specie di nuvola conica verticale. Ho chiesto a un production assistant del luogo che cosa fosse, e lui ha risposto tranquillo “Oh, potrebbe essere un tornado. Senti come si sta raffreddando l’aria? Senti come si sta alzando il vento? Ecco, di solito è quello che succede prima di un tornado.” Quindi sono saltato dentro una macchina di scena insieme al costumista Jeffrey Kurland, che ha provato a fare una inversione a U per portarci fuori dalla traiettoria del tornado, ma la macchina è morta cinque volte mentre facevamo inversione. Nel frattempo, è cominciata a scendere pioggia a catinelle. Non riuscivamo a smettere di ridere della situazione.
_x000D_
_x000D_
_x000D_Quando hai cominciato a lavorare a questo progetto?
_x000D_
_x000D_Ho trovato le bozze del libro prima che venisse pubblicato. Prima che diventasse una serie di 4 volumi.
_x000D_
_x000D_
_x000D_Dev’essere stata una scoperta inebriante! Puoi raccontaci come è successo?

_x000D__x000D_

È una procedura molto comune. CAA [Creative Artist Agency, ndr] ha un agente letterario magnifico, Sally Wilcox. Ci incontriamo una o due volte l’anno, oppure mi chiama quando ha per le mani un libro che pensa possa interessarmi. Questo era uno dei libri che mi ha proposto prima che venisse pubblicato.
I libri di Garcia e Stohl sono molto popolari nel settore dei “giovani adulti.” Mentre giravi il film, hai avuto la sensazione che il pubblico, ed in particolare i teenager, avessero delle aspettative particolari?
_x000D_
_x000D_Mi dissero che la serie non era popolare quanto Twilight o Hunger Games, per esempio. Era un libro di quasi 600 pagine, e ho dovuto re-immaginarlo e re-inventarlo per attrarre il personale di altissima qualità che ha lavorato al film. Personalmente quello che mi stimolava era il cercare di fare un film di questo genere, ma enfatizzandone I personaggi e le loro emozioni, piuttosto che gli effetti speciali. Per ora il pubblico di lettori non ha dato una risposta molto positiva, almeno negli Stati Uniti, ed è un vero peccato. Pensavo che trattando il materiale “young adult” e il lettori con rispetto, intelligenza, e usando attori di grosso calibro, gli spettatori avrebbero accolto il film più caldamente. Per ora, sembra che mi sia sbagliato.
Emma Thompson, Jeremy Irons, Viola Davis, e perfino Pruitt Taylor Vince in un piccolo ruolo. Nel corso della tua carriera hai lavorato con attori straordinari, ma il numero di interpreti di prim’ordine al lavoro in questo film è veramente sorprendente. Puoi parlarci del casting? Come è stato lavorare con loro? E come hai scelto gli attori più giovani?
_x000D_
_x000D_Ho scelto Alice Englert e Alden Ehrenreich perché erano perfetti per I ruoli. Non avevano interesse a lavorare in questo genere, e per me questo era un dato positivo. Hanno mantenuto una certa onestà nei loro personaggi, che agiscono in un mondo sovrannaturale. Questo è molto importante. Dal punto di vista creativo, si sono rivelati dei partner importanti, così come Emma, Viola, Emmy (Rossum, ndr), e Jeremy… Per attrarre attori intelligenti bisogna catturare il loro interesse. Se gli offri solo scene davanti a un green screen, non sono interessati. Io ho cercato di enfatizzare I personaggi e la loro performance per raccontare la storia. Sono stato molto fortunato ad avere la loro collaborazione. La lavorazione è stato un vero piacere, con attori di generazioni diverse che hanno recitato insieme con enorme rispetto. Ci siamo divertiti un sacco. Di nuovo, c’era un’atmosfera di grande creatività e collaborazione.
_x000D_
_x000D_
_x000D_La performance di Emma Thompson è particolarmente brillante. A giudicare da quello che si vede sullo schermo, sembra che si sia divertita molto con il ruolo. E mi sembra anche che tu abbia colto questo e abbia cercato di tagliare il meno possibile, in particolare nella scena della chiesa e nel finale, per dare al pubblico la possibilità di apprezzare il suo talento. Mi sbaglio?
_x000D_
_x000D_Quando ho scritto la parte di Mrs. Lincoln/Sarafine, ho sempre pensato che I due personaggi dovevano essere interpretati dalla stessa attrice, e che sarebbe stata la performance a far notare il cambiamento, non gli effetti speciali o il trucco. Penso che questo sia l’aspetto che ha attratto Emma al ruolo. Quando hai a disposizione qualcuno con il suo talento, eviti di tagliare la sua performance. Vuoi vederla lavorare in tempo reale. Questo è un aspetto che amo molto degli attori cinematografici. Performance che posso vedere in tempo reale, usando piani sequenza.
Il 2013 è un anno speciale per te. Prima di tutto per Beautiful Creatures, ma anche per Behind the Candelabra, il film per la televisione sulla vita di Liberace diretto da Steven Soderbergh, del quale hai scritto la sceneggiatura. A cosa stai lavorando adesso?
_x000D_
_x000D_Sto lavorando a un film indipendente a basso budget. È un musical intitolato The Last Five Years, con Anna Kendricks e Jeremy Gordon. È la storia di due personaggi che si incontrano, si innamorano, si sposano e si separano nel corso di cinque anni. La storia è raccontata interamente attraverso le canzoni, ma usando prospettive temporali diverse. Le canzoni del personaggio femminile partono dalla fine della relazione e si muovono verso l’inizio, mentre quelle del personaggio maschile partono dall’inizio e procedono verso la separazione. È una colonna sonora meravigliosa. Se riesco a farlo bene, potrebbe essere il nostro Umbrellas of Cherbourg.