Drammatico

INSEPARABILI

Titolo OriginaleDead Ringers
NazioneCanada
Anno Produzione1988
Durata111'

TRAMA

Elliott e Beverly Mantle (Irons), ginecologi rivoluzionari, si sostituiscono in tutto, anche nell’amore per l’attrice Claire Niveau (Bujold) che si era fatta visitare da loro ed è affetta da una malformazione uterina: Beverly se ne innamora ed inizia la rottura di un legame vitale.

RECENSIONI

Un rapporto di corpi, tre, due, assenza, si manifesta nelle linee di luce, negli acquari per uomini, appartamenti e relazioni spaziali in cui tutto si inizia ed in cui, inevitabilmente, la dissoluzione si compie, nel fuoco della purificazione del Videodrome come nel nulla farmacologico per i gemelli.
Una ricerca inesausta dei Mantle, di Beverly in particolare, il più "infantile" dei due, della completezza: la loro unità è il sistema nervoso, le percezioni intellettuali (per chi si ricorda il magnifico trailer) scorrono in due corpi identici, sono le scosse ad indagare il mondo dall'interno materno; lo sfoggio di attrezzi, di acciai modulati nelle percezioni della distorsione, bracci ungulati e raschietti proiettano la volontà conoscitiva come tensione non puramente intellettuale. L'Unico ancora una volta è trino, alla naturalezza infantile ed alla freddezza matura, semplificando per Elliott e Bev, manca la carnalità - parrebbero uniti da una pulsione omosessuale ma del tutto latente -, il corpo come necessario mezzo di invasione del mondo, ecco dunque la ricerca dei bambini prodigio, anormali, separati dagli altri ma uniti indissolubilmente - come negli incubi di Claire. Fusi nell'immobilità, nella fluida lentezza dei movimenti: la loro diversità si deve penetrare, non può essere altrimenti, con la mutazione, l'utero triforcuto dell'attrice attende di accoglierli entrambi, un ritorno vagheggiato ed impossibile. La messa in scena delle proprie morti avviene così come nei giochi di bambini, un happening surreale in cui la ri-unione si protende nella scissione, la dissoluzione del corpo, in atto dopo la frustrazione sentimentale (la fragilità del genio incompleto), prelude solo alla disgregazione finale che prende forma nel delirio.
Le luci e la fotografia di Peter Suschitzky velano l'universo di rigida angoscia progettato da Cronenberg, affascinato per lungo tempo dalla vicenda reale dei fratelli Marcus, ginecologi gemelli morti in modo misterioso: la fusione dei temi ed il viluppo paranoide tipico della sua migliore produzione si distende e mostra come vertigine. La necrosi progressiva dei rapporti e della singola esistenza compare nei gesti, nei perfetti accenni di Jeremy Irons, altero ed infantile, capace di definire con il minimo scarto due personalità tanto differenti, anche nelle sfumature del legame con Genevieve Bujold.