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INLAND. QUADERNI DI CINEMA – FRANçOIS OZON

«Regista tra i generi, ma sfuggente all’etichetta d’autore. Fuori dalla linea Nouvelle Vague, fuori dall’esistenzialismo parisien, fuori dalla commedia bobo. Nei suoi film memorie di Rainer Werner Fassbinder e Alfred Hitchcock, di Alain Resnais, Ingmar Bergman ed Henri Georges Clouzot. E poi William Wyler e Vincente Minnelli, Walt Disney, Luis Buñuel. E via elencando, tutti referenti di una filmografia che abita con piglio sfacciato, e nonchalance annoiata, il mondo della cinefilia. Come fosse un che di scontato, un omaggio a un parente, un amore dovuto. L’abito da indossare sempre, non solo il giorno di festa, e da rimirare non tanto per la foggia, per la trama del cinema ritessuto nel cinema, ma per quel che taglio e stoffa dicono dell’uomo. Il vestitino da donna sul giovincello di Une robe d’été (1996) è solo un facile esempio.
_x000D_È un equilibrista, François Ozon, autore paradossale, capace di muoversi sospeso tra choc e frivolezza, scavo e supercie. Responsabile di un cinema obliquo, libero, fluido, queer. Letteralmente. Contemporaneo, perché sempre consapevole, post tutto. Eppure amante delle strutture narrative forti, incendiato dalla più classica delle urgenze: una storia, il piacere del racconto. Così, sull’ipotetica linea che unisce realismo e gioco di stilizzazione, Ozon il funambolo danza impudente e con grazia, mentre le sue immagini si accostano all’uno e all’altro polo, con intensità sempre differente»._x000D_

Quello che precede è l’incipit dell’editoriale di Giulio Sangiorgio che apre il numero 2 di INLAND – Quaderni di cinema dedicato all’opera di François Ozon, dopo quello inaugurale incentrato sulla figura di Rob Zombie.
_x000D_Si tratta della prima pubblicazione italiana ragionata dedicata al cineasta francese per il quale la nostra rivista ha da sempre un occhio di riguardo: si apre con quattro riflessioni sulla sua opera e prosegue con le puntuali trattazioni dedicate a ciascun film.
_x000D_I contributi sono a firma di Ivan Moliterni, Vincenzo Rossini, Fabio Vittorini, Luca Peretti, Francesca Monti, Alessandro Uccelli, Marzia Gandolfi, Adriano De Grandis, Marco Toscano e degli Spietati Alessandro Baratti, Camilla Bartolini, Manuel Billi, Ilaria Feole, Matteo Marelli, Luca Pacilio, Giulio Sangiorgio e Stefano Selleri.
_x000D_Il progetto grafico e le illustrazioni sono di Alessandro Colombo.
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_x000D_Il pdf della rivista è scaricabile grauitamente dal sito ufficiale della Bietti, mentre la versione cartacea è in distribuzione durante le presentazioni dei volumi Bietti Heterotopia.

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Il prossimo numero sarà dedicato a Nicolas Winding Refn.

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