Horror

IL VAMPIRO DELL’ISOLA

Titolo OriginaleIsle of the dead
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1945
Genere
Durata71'

TRAMA

Grecia, 1912: un generale dell’esercito ed un giornalista americano sono costretti su di un’isola, con altri ospiti, a causa di un’epidemia. Una contadina crede che fra loro si nasconda un demone, la Vorvolaka.

RECENSIONI

I film di serie B hanno sempre goduto d'una libertà maggiore delle grosse produzioni hollywoodiane: è possibile, così, imbattersi in soggetti peculiari come questo. Quando a idearli, poi, c'era anche un piccolo genio innovatore come il produttore Val Lewton, il passo dal cult-movie era breve. Memore del proprio lavoro al montaggio per Jacques Tourneur, Mark Robson gioca abilmente con le luci e le ombre, apre tetramente su di un funerario campo dopo la battaglia e sotto un cielo plumbeo, si fa attirare da un canto angelico all'interno di un cimitero, stuzzica il terrore psicologico studiando le dinamiche fra i personaggi rinchiusi nella stessa casa, chiude immergendo di nuovo il tutto nelle tenebre, e fa davvero paura quando fa emergere la "follia" dall'oscurità. Un'epidemia letale, il confronto fra scienza scettica e riti pagani superstiziosi, il faccia a faccia continuo con la morte ed i pensieri funesti che si porta appresso: un film macabro e mortuario, dove Boris Karloff interpreta una non semplicistica figura di generale cinico e spietato, che dovrà fare i conti con qualcosa di più potente ed ultraterreno. L'idea più originale è stata quella di far scaturire il terrore dalla superstizione, e non viceversa: inquietante è chi si fa ossessionare dalla paura, e la paura uccide. La donna fatale tanto temuta (un altro Bacio della Pantera), la "Vorvolaka" delle leggende greche, arriverà per vie traverse, cavalcando una follia "buona", incolpevole quanto letale, speculare a quella di un uomo (Karloff) che s'arroga il diritto di trasformarsi nel cane da guardia tirannico degli astanti, non dissimile dalla follia del cattivo capitano di The Ghost Ship, sempre di Robson.