Commedia, Drammatico, Romantico

IL SOLE A MEZZANOTTE

Titolo OriginaleMidnight Sun
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2018
Durata91'
Sceneggiatura
tratta dalla sceneggiatura di Kenji Bando del film Taiyô no uta
Scenografia

TRAMA

Katie ha diciassette anni, adora la musica e ama profondamente suo padre, genitore, educatore, amico. Orfana di madre, Katie è affetta da Xeroderma Pigmentoso, una rara patologia genetica che causa ipersensibilità alla luce del sole. Costretta dalla culla a un’esistenza ritirata e oscurata dietro vetri speciali, Katie guarda passare la vita degli altri e prova a vivere la sua con l’aiuto di Morgan, l’amica del cuore. Sotto alla sua finestra scorrazza da sempre anche Charlie, il ragazzo con lo skate che le ha rubato il cuore alle elementari. Seduta in stazione a cantare una delle sue canzoni, una notte lo incontra e lo innamora perdutamente. Katie vorrebbe fuggire ma l’amore è come il sole, impossibile proteggersi.

RECENSIONI

Nuova declinazione di un motivo ricorrente nel dramedy romantico contemporaneo, quello della storia d’amore su cui si allunga l'ombra della malattia, ma stavolta senza nessuna vera spinta in avanti, anzi, alla luce del recente e ben più interessante Noi siamo tutto, una sorta di ripetizione inerte del medesimo schema. Se in quel caso si narrava di una ragazza che non poteva lasciare l’ambito domestico protetto e sterile (con riflessioni invero interessanti sul modo di comunicare odierno e sul possibile carattere accessorio della corporeità nel rapporto della gioventù 2.0), qui la casa è un rifugio dalla luce solare che sarebbe letale per la protagonista: in entrambi i film la conseguenza della situazione costrittiva è la paura dei propri sentimenti, del rapporto amoroso e del dolore che, alla luce delle circostanze, un legame può causare.
Se Katie può uscire solo di sera, allora è una creatura di sogno per Charlie, un fantasma amoroso che appare e scompare e a cui si dà sostanza senza chiedersi troppe cose: sarà il contatto col mondo a spezzare la dinamica favolistica, obbligando la ragazza allo svelamento della malattia con la quale rifiutava di vedersi identificata. Il motivo artistico (la musica, le canzoni, l’eredità di un talento materno - derivazione diretta del lavoro giapponese del quale il film è un remake,
Taiyō no Uta di Norihiro Koizumi, e che era cucito addosso all’attrice protagonista, la musicista Yui -) costituirebbe uno stimolante diversivo, ma di fatto serve a coprire un po’ di minutaggio e a consegnare l’opera a una chiusa consolatoria (l’anima di Katie che sopravvive grazie alle sue canzoni). Il sole a mezzanotte ci prova a dire cose serie, ma lo fa con il tono ammosciato di una commedia senza carattere, in cui il lutto appare da subito inevitabile e, quindi, giunti alla conclusione, già elaborato (il finale è sereno e rassegnato).
Non aiuta la scipitezza del comparto interpretativo tutto.