Avventura

IL PRIMO CAVALIERE

Titolo OriginaleFirst Knight
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1995
Genere
Durata112'

TRAMA

Lancillotto s’innamora della principessa Ginevra, promessa sposa di Re Artù. Il perfido Malagant compie razzie e Lancillotto si unisce ai Cavalieri della Tavola Rotonda per combatterlo.

RECENSIONI

L'epica di cavalieri senza macchia e paura, la passione di una delle più belle storie d'amore (peccato che lo script dimentichi di dirci perché Ginevra fugge l'amore di Lancillotto), la meraviglia di tempi, luoghi e personaggi leggendari: il più fedifrago della premiata ditta demenziale Zucker-Abrahams-Zucker, il Jerry che, dopo Ghost, ha cambiato del tutto rotta per un cinema sentimentale leccato, riduce tutto ciò ad una carnevalata scontata, piena di schemi ammuffiti e di retorica sulla Giustizia, il Bene e la visione di una società perfetta (il sogno americano a Camelot?). Anche dandole il beneficio della favola manichea, appositamente disneyana/buonista/irreale, non la passa liscia: non tanto per i cattivi vestiti di nero, il popolino con costumi appena usciti dal sarto (erano periodi barbari diosanto!), il Robin Hood o Shane della situazione (il temerario, Superman Richard Gere), la brutta fotografia tanto naturalistica/televisiva da accentuare la propria artificiosità, il commento sonoro insopportabile per quanto ruffiano e spettacolarizzato, ma per la povertà di spirito, la totale assenza di passione e di talento nella regia (Jerry azzarda però i tocchi di classe: la dissolvenza incrociata fra l'occhio adirato di Connery e il fuoco che arde; gli abusati luccichii delle armature al chiaro di Luna), la sceneggiatura (nome e cognome: William Nicholson) che va avanti per motti da bacio Perugina e paroloni enfatici, tramando inutilmente su temi e canovacci riscaldati dall'alba dei tempi. Volendo, al contrario, prenderla sul serio, la bancarotta è assicurata con tutti quei commenti boriosi, romantico-filosofico-esistenziali tipici di Jerry. Per fortuna contiene monumentali sequenze in battaglia, curiosi dettagli sui giochi dell'epoca ("calcio" e gimcana) ed una seconda parte (con emozionante duello finale) più decente. Ma resta Hollywood di cartapesta: basti leggere le didascalie iniziali, scritte da un illetterato per lettori deficienti.