Commedia

IL PARADISO PROBABILMENTE

Titolo OriginaleIt Must Be Heaven
NazioneFrancia, Palestina
Anno Produzione2019
Genere
Durata97’
Sceneggiatura
Fotografia
Scenografia

TRAMA

Elia Suleiman, dopo aver osservato un vicino che ruba limoni e una donna che porta l’acqua, vola a Parigi e a New York alla ricerca di finanziatori per il suo film. Anche in occidente, ci sono ovunque violenza, ingiustizie sociali, forze di polizia e militari.

RECENSIONI

Gael García Bernal promuove il film con la produttrice americana: è una commedia sulla pace in Medio Oriente. Fa già ridere. Vincent Maraval, invece, rifiuta il progetto perché poco focalizzato sulla Palestina, potrebbe essere ambientato ovunque: è proprio questo il punto di E.S., che alza lo sguardo al cielo per sfuggire alle brutture della sua terra (bellissimo volo della m.d.p.) e rinviene scenari di “guerra” anche nelle pacifiche Parigi (elegante passerella di bellezze) e New York (maggior degrado e tutti armati fino ai denti). Immutabile, attonita, mani giunte dietro la schiena o affacciata al balcone, la sua macchietta alla Beckett/Keaton/Tati osserva un mondo assurdo, alza il sopracciglio, si dà alla fuga e ride poco, alla stregua dello spettatore nella prima parte che soffre della giustapposizione di scenette modeste anche nell’idea allegorica (il ladro di limoni “israeliano”). Il genio, però, divampa all’arrivo in una Parigi fantascientifica e deserta (festa del 14 luglio), con spazzini che giocano a golf con le lattine, mezzi militari in parata e poliziotti su skate o segway (sublime accenno di musical a seguire): rincorrono gli ultimi come, a New York, inseguono con una coperta una donna angelica con la bandiera della Palestina dipinta sul seno nudo. L’esile leitmotiv autobiografico della ricerca di finanziamenti fa il paio con il modo inizialmente sussurrato di fare politica, più diretto nella seconda parte, fino ai titoli di coda che dedicano il film alla Palestina dopo la dis-tensione di giovani felici in discoteca. E.S. è un altro Piccione Seduto su un Ramo che Riflette sull’Esistenza, affine nell’alternare sketch prorompenti e insipidi: disilluso, in cerca d’autore (o di medium) e di un motivo per fare narrazione. Silente, preferisce abbandonarsi alle note di una canzone, osservare la natura, accudire un uccellino salvo cacciarlo quando diventa prepotente.