Commedia

IL MIO MIGLIORE INCUBO!

Titolo OriginaleMon pire cauchemar
NazioneFrancia/Belgio
Anno Produzione2011
Genere
Durata99'
Fotografia
Scenografia

TRAMA

Agathe e Patrick si incontrano per l’amicizia dei loro figli adolescenti. Non potrebbero essere più diversi.

RECENSIONI

Commedia che compiace il suo pubblico, Mon Pire Cauchemar ripropone la strana coppia sentimentale: Agathe e Patrick (Huppert e Poelvoorde), l'una borghese e l'altro proletario, l'una erudita e colta e l'altro volgare e ignorante ecc. L'uomo ristruttura la casa della donna e metaforicamente la sua vita, ricostruendo l'esistenza su altri parametri che - quasi utopicamente - scavalcano le ragioni di classe. Per ottenere questo, però, bisogna percorrere l'archetipo del conflitto, il dissidio iniziale e le tappe della lunga contesa, la separazione del prefinale e poi il paradossale avvicinamento. Intorno a loro gravita un pugno di personaggi (dal marito di Agathe ai rispettivi figli), tutti variamente legati alle due figure principali. La costruzione narrativa di Anne Fontaine si muove per antitesi, in un gioco di caratteri opposti e speculari: i tratti di Agathe/Patrick, naturalmente, ma anche una serie di allusioni (che si vorrebbero) più sottili, come il figlio istruito dell'uomo che si aggancia al carattere della donna, presagendo una vicinanza che non si vede ma c'è. La pellicola è tutta costruita su una comicità aneddotica, che procede solo per episodi: nelle parentesi comedy si affida a situazioni vecchie e risapute, a un'ironia fisica e materiale senza idee, a meno di non considerare tale il calcolatissimo rovesciamento dell'icona Huppert (borghesia: da tragedia a commedia). Falsamente provocatorio ma in realtà familista (alla fine di tutto c'è sempre il matrimonio), Il mio migliore incubo! si riduce a uno schema, tentando vanamente di ravvivarlo con trovate fallimentari come la straordinaria trivialità di Patrick, a ben guardare non lontana dai nostri Parenti e Vanzina. La Fontaine, autrice di una perla come Nathalie..., firma qui il suo rovescio: siderale è la distanza tra il mistero di quel film e l’evidenza di questo, esclamativo come il titolo italiano, inerme di fronte agli acclamati attori (annaspa perfino Dussollier), una brutta caduta da dimenticare.