Horror

IL MARCHIO DI DRACULA

Titolo OriginaleScars of dracula
NazioneGran Bretagna
Anno Produzione1970
Genere
Durata96'
Sceneggiatura
Fotografia
Montaggio
Scenografia

TRAMA

Un giovane scapestrato e donnaiolo, in fuga, finisce nel castello del Conte Dracula. Contemporaneamente, lo cercano il fratello e la fidanzata.

RECENSIONI

Con il "campione" Terence Fisher in semi-ritiro e le prove poco convincenti degli "stalloni" Freddie Francis (mediocre il suo Le Amanti di Dracula) e Peter Sasdy (il precedente Una Messa per Dracula), la Hammer mette nella pista dell'orrore gotico un recente acquisto, quel Roy Ward Baker che, in un anno, con il presente e Vampiri Amanti, non solo perverte le direttrici dello stile della casa di produzione ma pone anche le basi per il “new horror" a venire, quello più repellente, gore, violento, erotico e blasfemo (fu il primo della serie a beccarsi un "vietato ai minori" in America). La sceneggiatura di John Elder (alias Anthony Hinds, figlio di mister Hammer) è una misera variante sul racconto originale di Bram Stoker ma contiene tracce brutali e crudeli che Baker raccoglie, ampliandole, con un tridente di sesso, sangue e malvagità. Le donne sono intriganti (la desnuda figlia del borgomastro), maliziose (la locandiera), morbose, languide (l'amante di Dracula) e peccaminose (il segno di Cristo sul petto della bella Jenny Hanley). Il sangue sgorga copioso: la carneficina in chiesa (con un sapore sacrilego di cui si ricorderà William Friedkin per L'Esorcista), i volti maciullati, i petti squarciati, i cadaveri fatti a pezzi. Dracula recupera doti soprannaturali (la porta che si apre da sola, la spada di fuoco) e torna una pura icona del male: sadico, spietato, inquietante. Le note musicali ad alto volume sottolineano l'azione, l'allegria del giovane "casanova" (e del film) si spegne di fronte ai volti sinistri dei suoi ospiti, l'amplesso più goduto (l'urlo di piacere di Anoushka Hempel morsa dal vampiro…) chiama sempre la morte, il cielo si riempie di pipistrelli che più finti non si può, il mediocre racconto s'illumina con la rivolta per amore del servo infingardo (un memorabile Patrick Troughton), la vendetta divina è alle porte (il fulmine…). Rinomate almeno due soluzioni tecniche: il dettaglio della giugulare e Dracula che sale il muro del castello. Secondo Baker, il suo unico, vero horror Hammer.