Erotico

IL MACELLAIO (1997)

NazioneItalia
Anno Produzione1997
Genere
Durata86'

TRAMA

Palermo: il marito, direttore d’orchestra, è all’estero. Lei s’invaghisce d’un macellaio.

RECENSIONI

Alimentazione povera? Consigliamo una dieta a base di carne ed una passione "bestiale" con un macellaio in stile Christian De Sica che, in un noto spot del passato, domandava alla cliente: "Glielo ripongo nella vaschetta?". Aurelio Grimaldi ha frequentato Tinto Brass e s'è bevuto il cervello, dimentica un onorevole passato di scrittore e regista (da Mery per Sempre a Le Buttane: splendidi ritratti femminili) e si prende dannatamente sul serio con un soft-porno "psicologico" senza psicologia, (s)godevole come uno pseudo-intellettuale che si riempie la bocca di concetti aulici con il solo scopo di "riempire la bocca" della malcapitata di turno. Liberamente ispirato a "Le boucher" di Alina Reyes, "vanta" la presenza di un'arrapante soubrette televisiva e finisce con lo specchiarsi nell'artificiosità del suo corpo rifatto, con un erotismo esibito e non rubato, annegato negli stereotipi sull'immaginario sessuale femminile quando, al contrario, aspira a teorizzare (senza moralismi) il vuoto interiore di una moglie fedele che non resiste al richiamo dell'istinto più animalesco. L'oggetto del desiderio poteva essere l'idraulico, il postino, ma Grimaldi ci tiene (!) a sottolineare che la carne macellata crea atmosfera, che la competizione con altre donne stimola il desiderio, che gli opposti si attraggono (sottotitolo: moglie ideale di un uomo belloccio, sofisticato e di successo cade tra le braccia "mache" d'un proletario), che la mosca bianca si eccita nel carnaio "nero" (la scena del mercato non è casuale). Dopo un infinito congresso carnale, parallelo al concerto trionfante del marito cornuto, Grimaldi insinua il dubbio che il tutto sia solo la fantasia d'una mente sull'orlo della follia (la Parietti che canta, alienata?); senz'altro la pellicola è il parto di un saccente che non conosce i propri limiti.