Bellico, Guerra

IL GRANDE UNO ROSSO

Titolo OriginaleThe Big Red One
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1980
Genere
Durata113'

TRAMA

Quattro soldati ed il loro comandante nella Seconda Guerra Mondiale in Africa, Sicilia, Belgio e Cecoslovacchia, nel racconto di uno di loro.

RECENSIONI

Sam Fuller è un ex-soldato pluridecorato di fanteria (era proprio nella Divisione 101, vale a dire il ‘Grande Uno Rosso’): il tutto acquista un sapore autobiografico in questo anomalo film antimilitarista, rincorso dall’autore per trent’anni, che più si fa paradossale con scene (anche) buffe e assurde, più diventa “vero” in modo agghiacciante. Algido pare anche il suo modo di esporsi, in realtà nasconde un feroce, amaro sarcasmo: il j’accuse contro la guerra non è mai esplicito, ma entra sottopelle a furia di sensazioni. Non esiste un climax, la drammaturgia s’affida a differenti registri e indica differenti chiavi di lettura, il tutto ha come mira di raccontare i sopravvissuti e segue ‘Il Sergente’ e i suoi uomini in Nord Africa, Sicilia, Omaha Beach, Europa: ma sono i dettagli da “testimonianza diretta” a fare la differenza (come il preservativo usato per tenere asciutti i fucili). Sequenze geniali e allegoriche, struttura episodica non sempre compatta: è anche vero che la copia che uscì al cinema, di 113’, fu rimontata e tagliata dalla produzione senza l’approvazione del regista. Solo in una successiva edizione “Director’s cut” in DVD, di più di tre ore, il critico del ‘Time’ Richard Schickel ha tentato di ricostruire l’idea originale di Fuller avendo il copione come guida e reintegrando scene come quella in cui Lee Marvin, ferito, se la deve vedere anche con le avances di un medico nazista omosessuale. Girato, per lo più, in Israele.