Thriller

IL GIURATO

TRAMA

Un killer minaccia una madre di famiglia, affinché “piloti” la sentenza della giuria di cui fa parte, in un processo ad un boss mafioso.

RECENSIONI

Ennesimo thriller per metà giudiziario e per metà imperniato sulla strategia di terrore fra psicopatico e vittima, per metà affidato a situazioni e tracciati psicologici convenzionali e per metà sufficientemente composito, dotato di buon ritmo e tensione. Ricorda Suspect, ma anche La Parola ai Giurati e Sliver, dove Alec Baldwin interpretava lo stesso personaggio voyeur. Il best seller di George Dawes Green da cui è tratto, però, offre idee insolite, come l'arte "tattile" del personaggio della madre e, soprattutto, il sottotesto ideologico spiazzante nel momento in cui, invece che seguire il solito iter edificante del cittadino modello medio che, per quanto minacciato, infine segue la propria buona coscienza, preferisce sposare un marcato cinismo nei confronti dello Stato e delle sue leggi. L'inglese Brian Gibson (Poltergeist II, Tina) non è esattamente un regista coraggioso e rende male la scena della pantomima in cui Demi Moore tenta di far parlare l'avversario al microfono, ma riacquista punti con quell'unico tocco di classe che si permette: un attimo di pausa per Baldwin quando scorge la statua di "Judas", futuro impiccato, a lui speculare nel destino; può anche contare sulla sceneggiatura dello scrittore Ted Tally (Il Silenzio degli Innocenti), che sa come pennellare una figura malvagia e megalomane: "Il maestro" di Alec Baldwin ha la stessa miscela di terrore e fascino che aveva l'Hannibal Lecter di Anthony Hopkins. Entrambe devono poi piegarsi al divismo di Demi Moore, che continua la sua missione di sensibilizzazione proto-femminista: è una madre/coraggio moderna (che non ha cioè bisogno del maschio per sbrigarsela nella vita).