Baro-metro

Il Baro-metro: sguardi dalla sala (01/2018) – 1

Si è concluso il secondo trimestre della stagione e i numeri continuano a non brillare. Percentuali negative, quasi sempre a due cifre, inducono in molti il pessimismo, perché nemmeno il Natale e l’inizio del nuovo anno hanno portato a un capovolgimento della situazione. A livelltrimestrale le presenze subiscono un calo del 13,98% e gli incassi del 5,83%. Il divario tra i due dati è dovuto al Cinema2Day che nel 2017 aveva aumentato il numero degli spettatori incidendo poco o nulla invece sugli incassi. Ma entriamo nel merito dei singoli mesi e vediamo cosa è andato e cosa invece proprio no. Ricordo che le percentuali, salvo dove diversamente indicato, sono calcolate rispetto al 2016 e gli incassi sono aggiornati al 31 gennaio 2018. Le preziose fonti che mi hanno aiutato nell’analisi dei dati sono Cinetel, Boxofficemojo, Anec, Cineguru, Giornale dello Spettacolo e BoxOfficeBenful.

NOVEMBRE è profondo rosso con -11,64% negli incassi e -19,76% nelle presenze. A trionfare è Thor: Ragnarok, ma sono molti, troppi, i film che non decollano o deludono le attese, soprattutto italiani. The Place parte bene ma poi interrompe rapidamente la sua corsa senza raggiungere nemmeno i 5 milioni di euro, Addio fottuti musi verdi conferma la difficoltà degli Youtuber di passare al grande schermo, Gli sdraiati non funziona e Carlo Vanzina con Caccia al tesoro attira ormai unicamente gli aficionados, che sono sempre meno. Si distingue solo l’ottimo debutto di La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi. È di poco aiuto anche il cinema americano perché Justice League si sgonfia in fretta e anche Paddington 2 non fa miracoli.

DICEMBRE è in negativo nelle presenze con un -1,95%, mentre gli incassi volgono al positivo con +6,42%. Prima di Natale a distinguersi è soprattutto Assassinio sull’Orient Express, che si piazza bene anche durante tutte le festività. Per l’analisi del Natale rimando al relativo capitolo, poco più giù.

GENNAIO, mese solitamente propizio al cinema e al buio della sala, soddisfa meno delle lecite aspettative: -11,55% gli incassi e -15,80% le presenze rispetto al 2017. Ma se confrontiamo il dato con il 2016, e con il risultato straordinario di Quo Vado? uscito proprio il 1° gennaio 2016, le percentuali sprofondano in negativo, sia per gli incassi che per le presenze, superando il 40%. Di positivo c’è che il cinema italiano, dato quasi per morto nel 2017, parte invece alla grande. Grazie agli ottimi risultati di Come un gatto in tangenziale, Benedetta follia, Napoli velataMade in Italy e al discreto bottino di Ella & John e Il vegetale, la quota di mercato del cinema italiano risale dal 17,64% del 2017 al 40,29%. Tutti i commenti precedenti relativi alla necessità di rivitalizzare il nostro cinema tentando di andare oltre alle solite commedie con volti noti, cartelloni sovrapponibili e poco coraggio nei contenuti, restano comunque validi. Verdone è un beniamino del pubblico, Rovazzi un outsider che ha identificato il suo target di riferimento (i bambini), mentre gli altri successi del mese spaziano dal drammatico (Ella & John e Made in Italy) al mistery (Napoli velata), confermando la buona resa commerciale di generi altri.

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Ed ora alcune curiosità sul 2017:

a livello annuale gli incassi segnano -11,63% e le presenze -12,38%, il peggior risultato degli ultimi 5 anni dopo quello del 2014;

nel 2017 sono stati distribuiti 536 film (18 in meno del 2016), di cui 216 italiani o co-produzioni (8 in più del 2016);

i film distribuiti in 3D sono passati da 36 a 38, ma il loro incasso segna un netto calo, infatti perde il 30,3% rispetto al 2016 e anche le presenze calano del 31,2%; si può affermare che il 3D è ormai definitivamente morto; come più volte sottolineato la causa è nella mancata corrispondenza tra il sovrapprezzo (in alcuni casi davvero esorbitante con punte di 15 euro a biglietto) e la effettiva immersività dell’esperienza. Troppi i film riversati in post produzione e non in 3D nativo che hanno trasformato la visione stereoscopica in una scorciatoia per applicare tariffe maggiorate. Forse qualcosa cambierà con i sequel di Avatar, è stato infatti James Cameron a dare nuovo fermento a una tecnica che si credeva morta e sepolta e il miracolo potrebbe ripetersi;

sempre più remunerativo il mercato di nicchia; è minore il numero di contenuti complementari distribuiti (da 117 a 96), ma i loro incassi sono aumentati del 30,7% e le presenze del 32,6%;

il film più visto in Italia nel 2017 è La bella e la bestia con un incasso di 20,5 milioni di euro;

il film più visto in America nel 2017 è Star Wars: Gli ultimi Jedi che in appena 16 giorni incassa 517 milioni di dollari;

il film più visto in Cina nel 2017 è Wolf Warrior 2 che incassa 854 milioni di dollari, questo per farci un’idea della vastità di un mercato che ha ancora ampi margini di crescita;

nel 2017 in Italia, tra i primi 25 maggiori incassi dell’anno, ci sono solo due film italiani: L’ora legale (9° posto) e Mister Felicità (10° posto);

la società di distribuzione con la maggiore quota di mercato del 2017 si conferma, come nel 2016, la Warner Bros, con il 19,76% del box-office; a seguire Universal e Walt Disney;

nel 2017 in Francia si è venduto il 2% di biglietti in meno;

nel 2017 in Spagna si è venduto lo 0,50% di biglietti in meno;

il box office tedesco nel 2017 è aumentato del 3,6%;

il box office inglese nel 2017 è aumentato del 4,7%;

botteghino americano in calo del  2,3% nel 2017 a causa della peggiore estate dell’ultimo decennio;

nel 2017 in Cina si sono venduti il 18% di biglietti in più e gli schermi sono passati da 41.179 a 50.776, ma sono ancora destinati a crescere;

il prezzo medio del biglietto in Italia nel 2017 è lievemente aumentato passando da € 6,28 a € 6,33;

aumenta il numero di cinema nel 2017, da 1.202 a 1.204;

aumentano anche gli schermi nel 2017 e passano da 3.438 a 3.510;

il giorno più frequentato al cinema in Italia nel 2017 è stato la domenica;

il giorno meno frequentato al cinema in Italia nel 2017 è stato il lunedì;

 

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BOX OFFICE DAL 1° AGOSTO AL 31 GENNAIO 2018

Posizione – Film – Incasso – Presenze

1        CATTIVISSIMO ME 3 – € 17.993.922 – 2.782.049

2        STAR WARS: GLI ULTIMI JEDI – € 15.128.455 – 2.057.060

3        ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS – € 14.542.011 – 2.147.539

4        IT – € 14.527.220 – 2.035.918

5        WONDER – € 11.671.072 – 1.760.734

6        COCO – € 10.694.493 – 1.639.605

7        JUMANJI: BENVENUTI NELLA GIUNGLA – € 9.696.615 – 1.418.106

8        COME UN GATTO IN TANGENZIALE – € 9.155.084 – 1.365.647

9        THOR: RAGNAROCK – € 8.831.638 – 1.261.548

10      DUNKIRK – € 8.808.417 – 1.305.836

 

Come sempre accade nel II trimestre della stagione, la classifica subisce una vera e propria rivoluzione. Escono di scena ben 6 titoli (Barry Seal, Emoji, Annabelle 2, Noi siamo tutto, Blade Runner 2049 e Cars 3) per fare posto ad altrettanti nuovi film il cui andamento analizziamo nel dettaglio partendo dalla posizione più bassa.

In poche settimane Come un gatto in tangenziale diventa il titolo italiano più visto della stagione. Deve vedersela in gennaio con Benedetta follia, ma intanto riesce a calamitare il pubblico delle feste, orfano del cinepanettone e alla disperata ricerca di qualcosa di nostrano con cui digerire il cappone. Il film di Riccardo Milani riesce nell’intento grazie a una coppia molto amata dal pubblico (Antonio Albanese e Paola Cortellesi), a un titolo che resta in mente e a un tema, quello del conflitto di classe, ottimo per la commedia. Che poi il risultato non abbia accontentato la critica poco importa. Il film, infatti, pur senza avere la forza per diventare un fenomeno di costume, riesce a imporsi all’attenzione del pubblico. È primo in classifica solo l’ultimo giorno del 2017 ma fino al 17 gennaio del nuovo anno non molla le prime cinque posizioni del box-office rispondendo discretamente anche alla concorrenza di Carlo Verdone. Forse, vista la scarsità dell’offerta pre-natalizia, un’uscita a ridosso delle festività gli avrebbe consentito di sfondare la soglia dei 10 milioni di euro, a cui invece difficilmente arriverà.

Conquista il mondo Jumanji: benvenuti nella giungla, sequel/remake/reboot del film di Joe Johnston con Robin Williams, entrato nel cuore di molti (262,7 milioni di dollari worldwide nel 1995 e sempre nello stesso anno 7° posto nel box-office americano) ma non si pensava così tanti. In America, a programmazione ancora in corso, ha superato anche Spider-Man Homecoming ed è diventato uno dei più grandi successi Sony di sempre, con un bottino di 340 milioni di dollari. Ma il film piace ovunque e l’incasso mondiale raggiunge gli 822 milioni di dollari ed è destinato sicuramente a decuplicare il budget di 90 milioni di dollari. Tra le punte, Cina (74 milioni di dollari), Gran Bretagna (48, milioni di dollari) e Australia (36,1 milioni di dollari), ma l’accoglienza è gaudente più o meno dappertutto. In Italia conquista il podio nell’ambita giornata del 1° gennaio, resta nelle prime tre posizioni fino a giovedì 18 gennaio e in top-10 fino al 28 gennaio. Alla base del successo sicuramente la presenza di alcuni attori beniamini del pubblico (Dwayne Johnson e Jack Black in primis), ma soprattutto la forza di un’idea tanto semplice quanto efficace: l’inserimento nel gioco non dei giovanissimi protagonisti ma di loro alter ego dalle caratteristiche caratteriali e fisiche diametralmente opposte. La commedia diverte e aggancia tutte le generazioni ponendosi in modo trasversale, l’azione rintrona al punto giusto, peccato per un vilain che non lascia traccia (e non è tanto colpa dell’attore Bobby Cannavale ma proprio di come il suo personaggio è scritto e motivato).

Al sesto posto si piazza Coco, nuova opera Pixar che batte la concorrenza Blue Sky del più debole Ferdinand grazie alla ricetta Disney perfettamente applicata che vede ogni lacrima celare un sorriso e viceversa. Nonostante l’insolita uscita natalizia il film non si avvicina, quanto a incassi, alle vette di Inside Out (irraggiungibile con 25,1 milioni di euro) e resta a debita distanza anche dal meno riuscito Alla ricerca di Dory (15 milioni di euro) che però poteva contare su un brand arcinoto. Avrà modo di arrotondare ancora un po’ le cifre, ma il più è ormai fatto. Negli U.S.A. ha superato i 200 milioni di dollari ed è andato benissimo in Messico (57,8 milioni di dollari). Ottimo anche il risultato cinese con 189,2 milioni di dollari. Globalmente l’incasso è di 682 milioni di dollari, decisamente meglio del precedente Cars 3 fermo a 384 milioni di dollari. In entrambi i casi costi elevatissimi, con budget dichiarati tra i 175 e i 200 milioni di dollari.

Al quinto posto il vincitore morale delle festività, quello che nessuno si aspettava ottenesse un successo così clamoroso: Wonder. L’adattamento cinematografico di Stephen Chbosky dell’omonimo romanzo, scritto da R.J. Palacio e pubblicato nel 2012, conquista il pubblico italiano e si pone come alternativa all’animazione per tutta la famiglia. Un’opera davvero trasversale, in grado di mantenere una miracolosa misura che la rende nutriente per un pubblico di tutte le età. L’uscita natalizia, anticipata astutamente dalla 01 Distribution dal 28 al 21 dicembre, si rivela quindi perfettamente strategica e il film si posiziona terzo nel giorno di Natale (621 mila euro) e addirittura secondo a Santo Stefano (1,1 milioni di euro), ma è ancora quarto sia il 1° dell’anno (800 mila euro) che l’Epifania (666 mila euro). Un vero e proprio grande successo su cui ha inciso l’ottima promozione, un buon passaparola e la presenza di Julia Roberts, per cui il nostro paese ha sempre avuto un debole (ne sono una dimostrazione gli ascolti record per ogni passaggio televisivo, e sono tanti, di Pretty Woman). Il trionfo italiano è in linea con quello americano (130,6 milioni di dollari), mentre il resto del mondo risponde in modo più schizofrenico: 25,9 milioni di dollari in Brasile, 18,4 milioni di dollari in Cina, 10 milioni di dollari in Australia, ma solo 2,3 milioni di dollari in Francia, 7 milioni di dollari in Spagna e 6,5 milioni di dollari in Gran Bretagna.

Al terzo posto una nuova entrata abbastanza inaspettata. Che i classici possano funzionare è evidente, ma non era scontato il successo clamoroso ottenuto nel nostro paese dall’ennesima versione cinematografica, la quarta, di “Assassinio sull’Orient Express”, uno dei più famosi romanzi di Agatha Christie. Anche perché Mistero a Crooked House, sempre della Christie, uscito il 31 ottobre, non ha nemmeno raggiunto il milione di euro. Poi, è vero che quest’ultimo non mantiene il titolo originale del romanzo (“È un problema”), ha un cast più di bravi attori che di star (Glenn Close soprattutto, ma anche Max Irons, Gillian Anderson, Christina Hendricks, Terence Stamp, Julian Sands) e non è così celeberrimo, però è pur sempre un giallo classico. Sta di fatto che Assassinio sull’Orient Express arriva al momento giusto (strategica l’uscita della 20th Century Fox in anticipo rispetto alla pianificazione) e intercetta un pubblico che va dal bambino all’anziano, ponendosi come valida alternativa nelle scelte cinematografiche delle festività. Al di là della regia dinamica di Kenneth Branagh, del super cast e del richiamo letterario, potrebbe avere funzionato sul pubblico anche la decisione controversa di abbinare alle immagini del trailer la canzone “Believers” degli Imagine Dragons. La scelta ha contribuito a far parlare del film perché molti hanno trovato l’abbinamento più stridente che calzante (ne sono state fatte anche varie parodie). Il successo nel nostro paese è superiore a qualunque aspettativa: 2 settimane in vetta al box-office, scende al secondo posto con l’arrivo di Star Wars: gli ultimi Jedi, è quarto il giorno di Natale, quinto a Santo Stefano, nono il 1° gennaio e 10° il 6 gennaio, a più di un mese dall’uscita. Continua a macinare numeri fino alla fine di gennaio, dimostrando una tenuta al di là di ogni più rosea previsione. In U.S.A. supera di poco i 100 milioni di dollari, in Gran Bretagna incassa 34,1 milioni di dollari e in Cina 35,4, ma dopo questi paesi è l’Italia a detenere il record di incasso. La Francia e la Spagna si fermano a poco più di 11 milioni di dollari, la Germania a 15 milioni di dollari, il Giappone a 14 milioni di dollari. Come mai tanto clamore proprio nel nostro paese? Anche in questo caso è probabile che la trasversalità del film ne abbia favorito la fruizione durante le festività sfruttandone appieno le grandi potenzialità. Tra l’altro, se è terzo come incasso, è invece secondo come numero di spettatori e supera Star Wars: Gli ultimi Jedi, che ha beneficiato di qualche proiezione a prezzo maggiorato in 3D.

Ultima nuova entrata, prima del solidissimo e irraggiungibile, almeno per ora, Cattivissimo me 3, è Star Wars: Gli ultimi Jedi, ottavo capitolo della saga di “Guerre Stellari” e secondo della Trilogia Sequel. Nonostante il rischio di perdersi tra sequel e spin-off e un minor hype rispetto al precedente Il risveglio della forza, la risposta del pubblico è stata molto positiva: maggiore incasso del 2017 negli U.S.A. (517 milioni di dollari) e nel mondo (1.233 milioni di dollari) e nono posto nei maggiori incassi di tutti i tempi. In Italia ha perso per strada 10 milioni di euro (all’incirca un milione e mezzo di spettatori) che non sono pochi e sono destinati a crescere negli episodi a venire perché l’aggancio alle nuove generazioni ha funzionato perfettamente, mentre il mantenimento delle vecchie e intermedie molto meno. Comunque sia la saga ha ancora molte frecce al suo arco. Scopriremo quante a partire dal mese di maggio, in cui uscirà lo spin-off sul giovane Ian Solo diretto da Ron Howard. Per il terzo capitolo della nuova trilogia, tornata nelle mani d’oro di J.J.Abrams, bisognerà invece attendere il 20 dicembre 2019.

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NATALE

Come ogni anno le festività sono una sorta di banco di prova. Da sempre è considerato il periodo più remunerativo dell’anno, anche se la tendenza delle ultime stagioni ha visto spostarsi in avanti le date caldissime. Non più Natale e Santo Stefano, ma il primo dell’anno, che apre una delle settimane con maggiore afflusso dell’anno. Si tratta infatti del periodo delle vacanze in cui, smaltiti i giorni titolati, dove si arriva spesso di corsa, per molti è ancora periodo di relax. Il cinema si rivela quindi un’ottima opzione per uscire di casa e scappare per un paio d’ore da un percorso tutto in salita fatto di pranzi, cene, parenti e ipermercati. Chi frequenta la sala di rado o una volta all’anno è proprio in questo periodo che decide di consultare i tamburini dei giornali o le app con la programmazione delle sale. Nonostante dati complessivamente in linea con l’anno scorso (-1,67% nelle presenze e -0,62% negli incassi), i risultati accendono un campanello d’allarme perché i numeri dello stesso periodo del 2017 erano tra i più bassi degli ultimi anni. La parità nasconde quindi un’insidia, perché ci stiamo assestando su un trend in calo.

Quali le cause?

Ai soliti malanni (pirateria, disaffezione fisiologica nei confronti della sala, per alcuni ma non per tutti anche Netflix and co.), valutabili più soggettivamente che sulla base di dati oggettivi, si deve aggiungere un fatto non da poco: il mancato stop del calcio durante le festività. Sembrerà banale, ma lo sport è un agguerrito concorrente del cinema, uno dei maggiori, e infatti domenica 14 gennaio, incredibilmente senza calcio, ha visto aumentare gli incassi di circa il 10% rispetto alla stessa domenica dell’anno precedente. Un’altra delle cause è da ricercare anche nella mancanza di un titolo italiano forte. Come un gatto in tangenziale arriva solo dal 28 dicembre e Benedetta follia di Carlo Verdone fa la sua comparsa da metà gennaio, mentre la tripletta presentata per il Natale non ha sufficiente carburante per imporsi sul pubblico. Massimo Boldi (Natale da Chef) attira ormai solo i fedelissimi (che soprattutto per questioni anagrafiche sono in via di estinzione), il cinepanettone è ufficialmente defunto (il mesto collage Super vacanze di Natale viene quasi subito smontato e non arriva nemmeno a fine dicembre) e Poveri ma ricchissimi, diretto dall’epurato Fausto Brizzi, fa quel che può, con numeri di poco inferiori al capostipite, ma non è abbastanza.

BOX OFFICE DAL 13 DICEMBRE 2017 ALL’8 GENNAIO 2018

Posizione – Film – Incasso – Presenze

1        STAR WARS: GLI ULTIMI JEDI – € 14.687.394 – 1.989.699

2        WONDER – € 8.908.584 – 1.316.918

3        COCO – € 7.917.448 – 1.203.119

4        COME UN GATTO IN TANGENZIALE– € 6.484.902 – 948.787

5        POVERI MA RICCHISSIMI – € 6.028.490 – 874.790

6        ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS – € 5.992.309 – 861.483

7        JUMANJI: BENVENUTI NELLA GIUNGLA – € 5.698.807 – 809.356

8        FERDINAND – € 5.525.059 – 836.989

9        NAPOLI VELATA – € 4.253.813 –  628.519

10      THE GREATEST SHOWMAN – € 2.752.666 – 392.606

I film presenti in classifica si possono suddividere in due categorie, quelli che per data di uscita e pubblico di riferimento esauriscono la loro vita nel periodo natalizio e quelli che invece arrivano alla fine delle festività con ancora occhi da sfamare. Tra i primi sicuramente l’ultimo episodio di Star Wars che dopo avere dominato ininterrottamente fino alla vigilia di Natale comincia prima del previsto la fase calante e arriva al nuovo anno posizionandosi già nelle retrovie. Anche Ferdinand si pensava andasse un po’ meglio, invece esaurisce presto il suo potenziale; già le anteprime nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 dicembre (sesto nel box-office del week-end con 368 mila euro) lasciano intendere un andamento privo di superlativi. E infatti vede il suo momento d’oro a Santo Stefano, in cui è quarto con più di 1,1 milioni di euro, mentre per l’Epifania ha troppi concorrenti con cui competere e non va oltre l’ottavo posto. Non decolla mai nemmeno The Greatest Showman, che conferma lo scarso appeal dei musical nel nostro paese, mentre aveva tutte le caratteristiche (spettacolone, buoni sentimenti, Hugh Jackman) per essere il vero film di Natale. In America si è rivelato un diesel e dopo una partenza a rilento si sta avvicinando, e probabilmente li supererà, ai 150 milioni di dollari. Tra i secondi troviamo invece Wonder, che conferma un’ottima tenitura – all’Epifania è ancora quarto e resta in top-10 fino alle nuove uscite del 25 gennaio – e Coco, che surclassa Ferdinand nelle preferenze delle famiglie e ottiene numeri importanti, inferiori però al dominatore delle feste dell’anno scorso, il disneyano Oceania che aveva raccolto 14,2 milioni di euro.

Per quanto riguarda l’Italia, Poveri ma ricchissimi fa il suo dovere e nel giorno di Natale è il film più visto in Italia staccando nettamente il secondo classificato Star Wars: gli ultimi Jedi (916 mila euro contro 672 mila), ma per intercettare un pubblico più ampio con un film nazionale occorre aspettare Come un gatto in tangenziale che forse con un’uscita prima delle festività avrebbe potuto performare meglio. Il vero colpo di scena è però Napoli velata che si rivela il film che mancava, l’unico che nel buonismo imperante delle proposte cinematografiche si distingue come portatore di ciò che il Natale prova a dimenticare ma il pubblico no: erotismo e mistero. Sembrava una collocazione con poche speranze invece il film, mediamente massacrato dalla critica, si è rivelato uno dei più grandi successi di Ferzan Ozpetek e l’uscita natalizia senza rivali affini lo ha decisamente premiato.

Il vero outsider del periodo è però Assassinio sull’Orient Express che, uscito anticipatamente il 30 novembre, è diventato uno dei più grandi successi della stagione, capace di intercettare un pubblico trasversale e di sfoggiare una tenitura fuori da qualsiasi logica commerciale contemporanea (a fine gennaio è ancora nelle sale). Quando si dice l’importanza dei classici.

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A seguire:

I CASI DEL SECONDO TRIMESTRE

Buona lettura.