Avventura

IL 13° GUERRIERO

Titolo OriginaleThe 13th Warrior
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1999
Genere
Durata102'

TRAMA

Anno mille: un arabo di Baghdad si unisce ad alcuni guerrieri normanni per difendere il loro regno dall’invasione di esseri demoniaci.

RECENSIONI

Sinbad il Marinaio si unisce ai vichinghi per debellare le leggende scandinave. È questa l'idea alla base del romanzo "I mangiatori di morte" di Michael Crichton (anche produttore e responsabile del final cut). Il tutto si trasforma in un'affascinante e affatto spicciola allegoria del cammino del progresso umano, dal buio delle caverne all'incontro con culture differenti (il normanno incosciente e impavido vs. l'arabo timoroso e riflessivo), un’opportunità per accrescere la conoscenza e vincere le facili suggestioni. Il terrore e le superstizioni infondate, infatti, crescono nella bruma, nelle zone invisibili e (perciò) incomprensibili. Vincendo la paura (come il normanno) l'uomo si è evoluto e, usando il cervello (come l'arabo), ha elaborato efficacemente le nuove scoperte: solo con la scrittura, però, si sono poste le basi per una memoria collettiva, anticamera della civiltà. John McTiernan e Crichton osservano come antropologi gli usi e costumi d'una civiltà poco visibile al cinema, ma al saggio scientifico preferiscono di gran lunga l’avvincente ed epico film d'avventure medievali. Seguace dell'estetica anni settanta (la disperata battaglia finale al ralenti è puro Mucchio Selvaggio), il regista rincorre il (crudo) realismo, gira in esterni, evita la vistosità degli effetti speciali, recupera la virilità della caccia spietata di Predator e gli incubi viscerali di Nomads. A McTiernan non interessano né la leggenda (Conan, Highlander), né la ricerca formale (Excalibur): canta le gesta di alcuni prodi e scova le radici dello scambio culturale umano per affermare il binomio indissolubile fra intelligenza e potenza, fra riflessione e spettacolo. Un principio etico ed estetico.