I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE

Titolo OriginaleThe Emperor's New Clothes
NazioneGran Bretagna/ Germania/Italia
Anno Produzione2001
Genere
  • 67159
Durata105'
Sceneggiatura
Tratto dadal racconto The Death of Napoleon di Simon Leys
Fotografia
  • 41879
Scenografia

TRAMA

RECENSIONI

Sosia per sosia, Ian Holm ci offre una doppia interpretazione talmente perfetta da essere manieristica, tanto impeccabile da risultare macchiettistica. Certo la maschera è efficace, specialmente nella scena notturna dell’incontro fra L’Imperatore (che finge di essere un mozzo di terza, che afferma di essere Napoleone, che viene ritenuto pazzo) e i rinchiusi nella casa di cura (che sono pazzi, che affermano d’essere Napoleone, che sono sinistramente simmetrici al protagonista), ma la parte scivola a volte in una staticità che non permette al personaggio di compiere l’evoluzione – o involuzione – da Imperatore a uomo comune che il copione prevede. Se Napoleone è ritratto fra eccessi di Grandeur e manifestazioni d’umanità, il suo sosia, che ovviamente si gode la reclusione dorata e che ovviamente non vorrà più lasciarla, ostacolando quindi i piani del complotto imperialistico, è confinato in gag da avanspettacolo, talmente lacere e consunte, da risultare spassose.
Nel complesso il film risulta comunque vedibile (senza eccessi di entusiasmo) e nulla toglie e nulla aggiunge a ciò che sapevamo sul cinema. Tantomeno sembra intenzionato a risolvere l’annosa questione linguistica. Napoleone (francese) è interpretato in inglese da un attore inglese, il quale comunica con i suoi ufficiali (francesi) in inglese. Napoleone (sempre francese) comunica in inglese con gli ufficiali dell’esercito inglese (evidentemente inglesi), i quali (da buoni inglesi ritratti da un regista inglese) sono degli idioti. Napoleone (molto francese, si dice) comunica in inglese con i suoi compatrioti (i francesi), i quali comunicano fra di loro nella lingua della loro terra, l’inglese. Inoltre, i francesi stampano i giornali in francese (!?), ma scrivono i cartelli in inglese.
Eppure Barry Lyndon non è poi così distante…