Biografico, Commedia

I DUE PAPI

Titolo OriginaleThe Two Popes
NazioneGran Bretagna, Italia, Argentina
Anno Produzione2019
Durata125’
Sceneggiatura
Fotografia
Scenografia

TRAMA

Papa Benedetto XVI convoca a Castel Gandolfo il cardinale argentino Bergoglio: non accoglie le sue dimissioni, si dichiara contrario a tutte le sue idee riformiste e gli rivela che vorrebbe rinunciare al Soglio Pontificio.

RECENSIONI

Il brasiliano Fernando Meirelles racconta l’argentino Jorge Mario Bergoglio affidandosi ad una sceneggiatura di Anthony McCarten, nuovo Peter Morgan del cinema inglese, specializzato in biografie di nomi eccellenti piegate a codici ammiccanti e/ma maliosi: uno scrittore acuto, come dimostrato in L’Ora più Buia e La Teoria del Tutto, capace di stilare battute al contempo brillanti e rivelatrici del mondo di chi le pronuncia, frutto di documentazione (i dibattiti teologici) e mestiere affabulatorio. Meirelles, dal canto suo, porta avanti la medesima morale che accomuna City of God, The Constant Gardener e Blindness, con il monito di papa Francesco sull’umanità cieca nei confronti del prossimo: la sua è una doppia elegia che replica la funzione del Battista rispetto a Gesù, con Ratzinger che si fa da parte per l’eluso antitetico, sant’uomo (fra ombre nel passato e segni divini) che riforma la Chiesa allontanandola dalle logiche di potere e avvicinandola allo spirito dei tempi e del popolo (ponti, non muri). La messinscena valorizza gli scambi, avvalendosi anche di zoom e camera a mano per cogliere tutte le espressioni di due giganti della recitazione, ma la grandezza ha il suo prezzo: quando tocca a Juan Minujín interpretare in modo oltremodo cupo il giovane Bergoglio nei flashback in bianco e nero, il divario è accresciuto dal miscasting, non essendo dotato del medesimo sguardo umile e/ma imperioso di Jonathan Pryce. L’altro peccatuccio sono certe eccedenti demagogie di McCarten, simili al discorso nella metro del film su Churchill, con Ratzinger “antropomorfizzato” che mangia pizza, si mischia tra la folla e finisce a birra e calcio: si mantiene alto il tasso di attrattiva stile La Strana Coppia snaturando autorità e ruolo delle figure ritratte, ovvero rischiando di togliere senso ad un’operazione che punta sulla vicinanza dell’eccezionale.