Drammatico

HELL’S KITCHEN

Titolo OriginaleHell's Kitchen
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1998
Durata100'
Sceneggiatura
Scenografia

TRAMA

Durante una rapina, Patty uccide per sbaglio un complice, Hayden, fratello di Gloria, la sua ragazza. Dell’omicidio viene incolpato Johnny, un altro membro della banda, che scontera’ cinque anni di carcere. Alla sua uscita di prigione Gloria lo attende per vendicarsi…

RECENSIONI

Cosa c'e' di peggio di una vita orribile? Il viverla in un film orribile probabilmente. E' quello che succede ai malcapitati personaggi di questa storiellina di peccati e redenzioni, di odio e amore, di ordinario squallore e violenza. Cinciripini ha poche idee e si guarda bene dal dilatarle nel corso degli infiniti cento minuti di questo film. E' infatti da subito che l'antifona appare chiara, che emerge come l'errore grosso non sia quello di Patty nell'uccidere disgraziatamente il quindicenne compagno di avventure, ma nostro nell'aver messo piede al cinema. Tutto procede per stereotipi, i piu' vieti, i piu' inaccettabili, attraverso dialoghi imbarazzanti per i quali le nostre orecchie chiedono ancora pieta' . Non mi mettero' a citare tutti i luoghi comuni che i caratteri snocciolano nel film; lascio ai coraggiosi avventori che, nonostante questa critica, vorranno provare l'ebbrezza del nulla, l'enumerarli: unico rimedio, questo, alla implacabile noia che trasuda dal primo all'ultimo fotogramma di questa sciagurata opera. Il regista la riempie di ralenti totalmente immotivati, di inquadrature sbilenche, riprese dall'alto che sanno tanto di esercizio da mediocre scuola di regia, tra una Angiolina Jolie che fa finta di crederci e una Rosanna Arquette che da musa scorsesiana diventa musona cinciripiniana. Ho sempre sostenuto che non possono essere i film a ispirare la violenza ma che e' semmai la realta' a specchiarsi in un certo cinema; HELL'S KITCHEN mi smentisce clamorosamente. A un certo punto ho avvertito netta, implacabile la voglia di una sana esplosione di brutalita', di una scazzottata seria, di qualcosa che smuovesse l'andazzo da pistolotto buonista che l'opera aveva preso. Tanti film europei, davvero meritevoli e sicuramente piu' fruibili di questa polpetta rancida, aspettano di essere distribuiti: come mai quelli statunitensi, per quanto indigeribili e vuoti, devono avere una corsia preferenziale?