Avventura

HATARI!

Titolo OriginaleHatari!
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1962
Genere
Durata158'

TRAMA

Tanganika, Africa: Sean Mercer (Wayne) guida un gruppo di cacciatori d’animali per zoo e non gradisce l’arrivo di una fotografa italiana che s’innamorerà di lui.

RECENSIONI

 

Sono due le "cacce grosse" messe in scena dalla pellicola: quella agli animali, con sequenze spettacolari rigorosamente riprese dal vero (da Russell Harlan in Tanzania, senza controfigure per gli interpreti!), e quella fra i sessi, dove le donne possono rappresentare, come le bestie, un pericolo ("hatari", in swahili) o un oggetto d'amore. La tipica eroina hawksiana (una Martinelli che, almeno nella versione italiana, si doppia con un timbro di voce insopportabile) dovrà controbilanciare la seduzione letale con l'abilità di fare breccia, tenendo testa al Capobranco/Wayne, nel saldo cameratismo maschile che da lei si sente minacciato: una sfida non meno micidiale di quella posta in essere con il rinoceronte che, a quanto pare, fuggì veramente costringendo gli attori ad un inseguimento fuori programma (Hawks riprende tutto, accetta l'improvvisazione, allunga oltremodo la durata dell'opera e usa il canovaccio del fedelissimo Leigh Brackett solo come spunto). Puro, superlativo cinema Donne&Motori di Hawks, che ama rappresentare l'audacia virile negli sport estremi e quella muliebre nell'impertinenza che smaschera l'impaccio di uomini burberi ma bonaccioni: il ritmo avvincente s'alterna al romance, la malizia della commedia sofisticata (dove l'animale gioca spesso il ruolo di elemento scatenante: vedi Susanna) all'inconfondibile sguardo bonario e ottimista del regista su di un'umanità multirazziale (ci sono americani, tedeschi, francesi, italiani, messicani). Quando i 157 minuti cominciano a pesare, entra in campo un tenero e simpatico "dumbo" e scongiura l'hatari. Spassoso anche il "Pockets" di Red Buttons, la scena in cui il ghepardo irrompe nel bagno della Martinelli e quella in cui i tre adorabili elefantini scorrazzano per la città. Il tema musicale di Henry Mancini ("Baby Elephant Walk") divenne un successo.