Fantasy

HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE: parte II

Titolo OriginaleHarry Potter and the Deathly Hallows: Part 2
NazioneGran Bretagna/ U.S.A.
Anno Produzione2011
Genere
Durata130'
Sceneggiatura
Tratto dada J.K. Rowling
Fotografia
Montaggio
Scenografia

TRAMA

Harry, Hermione e Ron sono sulle tracce degli ultimi horcrux di Voldemort: Hogwarts insorge con loro contro il preside Piton e si prepara all’imminente assedio di “Tu sai chi”.

RECENSIONI

Velocità lacunose

Curioso: per quanto la parte I dilatava i pochi eventi fino alla noia, questa fa l’esatto contrario, con un continuo movimento che sacrifica psicologie, sentimenti ed eventi nodali ma, attraverso un linguaggio figurativo raffinato (compresa la discreta conversione in 3D), garantisce meraviglie e spettacolarità che bypassano una sceneggiatura poco incisiva o il (solo) predominio degli effetti speciali. L’anima divisa in due dell’ultimo capitolo di J.K. Rowling, alla stregua degli horcrux di Voldemort, fa ancora sentire il suo (non) peso, ma la tappa conclusiva di questa saga-fenomeno di costume, per lo meno, alterna con sapienza stasi e azione, con scene degne di nota fino a I Maghi del Terrore finale: la maledizione Gemini con gli oggetti che si moltiplicano, l’inattesa rivolta di Hogwarts con Maggie Smith in testa e l’imponente assedio da Il Signore degli Anelli. C’è la giusta atmosfera lugubre, è ben resa, fra montaggi paralleli e invadenza della sua voce, la presenza insieme minacciosa e prossima alla disfatta di Voldemort, l’azione ha buone traiettorie coreografiche e di storyboard e Yates riesce anche a inserire un canto d’addio con spezzoni delle puntate precedenti, intonandolo nella scena in cui Harry (che si riunisce anche ai cari defunti) immerge i suoi (di Piton) ricordi nel Pensatoio. Difficile, però, chiudere un occhio su colpi di scena mal sfruttati e su spiegazioni essenziali troppo spedite e involute: dal reale ruolo di Piton all’insensibilità (presunta) di Silente di fronte alla morte di Harry, dal complesso inganno dietro la bacchetta di Sambuco alla funzione della Pietra della Resurrezione (fondamentale “dono” della Morte), la pellicola porta a conoscenza dei fatti senza testimoniare il loro effetto sul cuore dei personaggi. Chiusura che pensa a I Figli di Potter.