GEORGE AND THE DRAGON

Titolo OriginaleGeorge and the Dragon
NazioneGermania / Gran Bretagna
Anno Produzione2004
Genere
  • 66635
Durata93'
Scenografia
Costumi

TRAMA

George è un cavaliere di ritorno dalle Crociate. Stanco di avventure decide di salutare il suo fido compagno Tarik e tornare in Inghilterra per dedicarsi all’agricoltura. Giunto in patria ritrova Re Edgaar in preda allo sconforto a causa della scomparsa della figlia Lunna. In cambio di un appezzamento di terra George accetta di aiutare nella ricerca Garth un nobile che mira a sposare la principessa per impadronirsi del regno. Durante la ricerca George verrà aiutato da un coraggioso ragazzo e da un frate maldestro. Riuscirà a trovare Lunna e non solo…

RECENSIONI

“George and the dragon” è l’ennesimo titolo finito in naftalina per qualche anno e ripescato dai distributori italiani in occasione dell’appannamento da calura ferragostana. La pellicola risale al 2002 e nonostante gli evidenti limiti produttivi mette in campo una confezione e un cast all-export. Nonostante queste premesse la mancanza di idee originali nella sceneggiatura non rende merito allo sforzo di creare in Europa un film fantastico degno di competere con suo il corrispettivo hollywoodiano.
La storia del cavaliere dal cuore d’oro George (James Purefoy) che salva la bella e ribelle principessa Lunna (Piper Perabo) e si ritrova per le mani un uovo di drago non è delle più indimenticabili della storia del cinema fantasy. Sulla carta Reeve dimostra di aver ben presente la ricetta di successo del prodotto medio hollywoodiano: un terzo di avventura, uno di comicità e uno di romanticismo (tanto per non scontentare nessuno). Purtroppo queste premesse rimangono solo sulla carta. La sceneggiatura sembra tirata via in fretta e furia, sdoganata dal buon cast e dal supporto degli effetti speciali. Ed è un peccato perché il cast non è affatto da buttare. Oltre a Purefoy che è un attore con diverse apparizioni nel cinema fantasy sia horror (“Lighthouse”, “Resident Evil”) che medievale (“Il destino di un cavaliere”), ritroviamo anche Piper Perabo la bella biondina di “Le ragazze del Coyote Ugly”, ma soprattutto Michael Clarke Duncan (“Il Re Scorpione”, “Planet of Apes”), Patrick Swayze (“Donnie Darko”) e non accreditato anche Val Kilmer (“Willow”).
La scelta del cast internazionale tradisce la volontà di confezionare una pellicola ambiziosa, e forse anche una certa sudditanza nei confronti degli interpreti americani. Gli effetti speciali invece sono stati realizzati in gran parte da tecnici europei. A partire dal design del drago realizzato dall’artista argentino ma naturalizzato spagnolo Ciruelo Cabral (illustratore della trilogia di George Lucas “Chronicles of the Shadow War”), mentre gli effetti speciali visivi sono stati creati da Erik Strauss (“Wing Commander”, “Battlestar Galactica”) e Henning Raedlein. La computer grafica invece è opera di Joachim Gruninger, ed è purtroppo limitata a poche sequenze (avrei voluto vedere all’opera in maniera più consistente i tecnici europei per capire quanto è grande il gap che ancora separa l’Europa dagli Stati Uniti). In mancanza di effetti speciali in grado di fare la differenza come altrove (“Dragonheart”), non rimane molto altro in questo filmettino. Reeve tenta di giocare la carta della comicità attraverso le gag del frate pasticcione (“un pastore in fuga dal proprio gregge”) e delle schermaglie sia di guerra che d’amore. Ma i dialoghi sono triti e ritriti, le situazioni straviste, e alla fine anche agli attori non rimane che appiattirsi su personaggi che avrebbero meritato ben altro approfondimento. Peccato perché “George and the dragon” con il contributo di una migliore sceneggiatura e una maggior cura nella computer grafica poteva dimostrare che anche in Europa si possono realizzare film con grandi effetti speciali.