Animazione

GANTZ:O

NazioneGiappone
Anno Produzione2016
Durata95'
Sceneggiatura
Tratto dadal manga Gantz di Hiroya Oku

TRAMA

Masaru Kato muore in un incidente in cui si trova suo malgrado coinvolto. Stranamente, si risveglia in una stanza che non ha mai visto. Lì incontra i membri del cosiddetto “Team Tokyo”, il cui leader, Kurono, è appena morto. Assieme a loro, Masaru viene trasferito a Osaka City, una città circondata da un oceano di fuoco. A questo punto, Masaru si trova coinvolto in un gioco di sopravvivenza, di vita o di morte: si scontra con la squadra rivale, il “Team Osaka”, i cui membri sono una manica di furfanti; lotta con gli alieni; conosce Anzu Yamasaki, madre single e membro del Team Osaka. In balia dei vari eventi, Masaru continua a combattere per riuscire a tornare a casa dal fratello, l’unico membro rimasto della sua famiglia. (labiennale.org)

RECENSIONI


Frenetica trasposizione sullo schermo del manga di Hiroya Oku, Gantz:0 mescola live-action e animazione in una delirante fanfara di spettacolari combattimenti e virtuose coreografie. L’esordio di Kawamura si pone come un videogame assordante che non lascia veri e propri punti di riferimento allo spettatore, ma, nel frastuono delle esplosioni, nella proliferazione dei demoni che intasano lo schermo, nella vampate libidiche della “verosomiglianza” dei corpi, non c’è alcuna immersione.
Benché appaia evidente la volontà di far giocare chi guarda, il totale vuoto narrativo è incolmabile e paga inevitabilmente pegno. E pensare a tutti gli spunti che Gantz:0 si porta dietro, soprattutto la dimensione metaludica, dove i prescelti devono prepararsi per le missioni, e le implicazioni che ne derivano.
Forse sarebbe stata un’altra cosa, forse l’intenzione è quella di dare per scontato l’elemento proprio di scrittura, già sviluppato nel manga, in una serie anime e in due film, e scatenarsi nella pura azione.
Fa da sé che la baracconata, se così si può definire, genera stupore per un breve attimo e l’escalation di mostri sempre più cattivi, armi sempre più potenti, esplosioni sempre più grandi, situazioni di pericolo sempre più estreme, trasmette meno tensione di una partita di Solitario. Game over.