Commedia

FRIENDS: THE REUNION

Titolo OriginaleFriends: The Reunion
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2021
Genere
Durata104'
Scenografia

TRAMA

I sei protagonisti della celeberrima sitcom si ritrovano a 17 anni dall’ultima puntata dello show. tra lacrime, risate e ricordi.

RECENSIONI

Per sempre amici

Friends è la sitcom per eccellenza nella quale a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila si sono identificati ventenni e trentenni di tutto il mondo.
Il classico “fenomeno” televisivo che rese rapidamente celeberrimi gli attori protagonisti e, persino di più, i loro personaggi. La serie di cui si parlava il giorno dopo: “chi ha ragione tra Ross e Rachel?”, Monica e Chandler colpo di genio o jump the shark, qual è l’amico preferito (ognuno aveva il suo), Ross e Rachel torneranno insieme, quale sarà il finale?. Le star più famose scalpitavano per una apparizione nello show, da Julia Roberts a Sean Penn, da George Clooney a Brad Pitt, da Alec Baldwin a Bruce Willis e Danny De Vito.
La sitcom ha sempre avuto al centro l’amicizia, condita da situazioni buffe e farsesche e da intrecci sentimentali. Come i due autori hanno spiegato nello speciale, Friends racconta “quel periodo della vita in cui gli amici sono la tua famiglia”. prima che si consolidino i legami di coppia e genitoriali (ed è in quel momento che si chiude la serie). Non a caso le vere famiglie d’origine dei protagonisti sono quasi sempre un disastro, da cui fuggire, ed ogni stagione ha una puntata dedicata alla Festa del Ringraziamento, che negli Usa è, appunto, la festa della famiglia per eccellenza. La forza del programma è proprio nel gruppo, quell’equilibrio fortemente voluto tra sei personaggi ugualmente centrali nella storia, senza leader e protagonismi. Ciascuno indispensabile e fortemente caratterizzato, senza perdere la complessità, senza scadere (quasi mai) nella macchietta.
Più di altri prodotti omologhi Friends ha sempre scelto una comicità fisica, quasi in stile screwball, una recitazione sopra le righe, amplificata dalle rituali risate in campo. Alcune frasi sono diventate iconiche - “Fai perno”, “Eravamo in pausa”, “Come va?” - alcune puntate mitiche.
Friends ha rappresentato il suo tempo in modo naturale, senza mostrarsi mai militante, in tempi in cui raccontare la varietà della vita non veniva imposto dopo uno studio a tavolino. L’ex moglie di Ross che lo ha lasciato per un’altra donna, con cui vive una storia felice e con cui cresce un bambino, Phoebe accetta di fare da madre surrogata per il fratello, il padre di Chandler è una donna (una indimenticabile Kathleen Turner) - eppure, in occasione della reunion, qualcuno ha voluto lamentare il fatto che i protagonisti fossero ancora tutti e sei bianchi (!).
Nel corso delle stagioni i meccanismi si sono perfezionati, i caratteri evoluti (Monica sempre più maniacale, Rachel più materialista, Joey più demenziale ed infantile, Chandler più insicuro), negli ultimi anni alcune situazioni hanno mostrato un po’ la corda, sebbene non siano mai mancati episodi divertenti. Quando si è arrivati all’ultima puntata qualcosa ha funzionato meglio (il senso di gruppo e goliardia), qualcosa peggio (il ricongiungimento tra Rachel e Ross, programmato da sempre eppure messo in scena senza un percorso ed una adeguata giustificazione - forse anche per una riduzione del numero degli episodi previsti inizialmente).
A distanza di tempo il telefilm ha retto bene anche alla prova del tempo; guardare un episodio continua a rappresentare la garanzia di un sorriso, un ottimo modo per riprendersi da una giornata pesante, un caldo rifugio ed un ritorno a casa.

L’attesa réunion, dopo 17 anni, poteva funzionare solo con tutti i sei attori principali, come già nelle ultime stagioni, per le quali si era affermato un “patto di ferro” o tutti o nessuno, e tutti con lo stesso cachet.
Per il ritorno sul piccolo schermo si aprivano due possibili strade, quella del nuovo episodio speciale, in versione extra, e quella della rimpatriata celebrativa tra gli attori. Altre serie tv avevano scelto in questi anni la prima via - Sex and the City, Downton Abbey, Will e Grace, Una mamma per amica - accettando il rischio di deludere e scontentare. Per Friends si è invece deciso di non toccare un finale ritenuto già perfetto. Le proiezioni nel futuro arrivano quindi per voce degli attori, con ciascuno degli amici che racconta come vede il suo personaggio dopo 17 anni dalla conclusione ufficiale e conferma la linea ottimista scelta a suo tempo, con Joey simpatico outsider.
Dunque, una grande rimpatriata davanti alle telecamere, nel tentativo di far apparire il più possibile spontaneo e sorprendente anche per loro l’incontro, l’emozione, commenti ed abbracci. Così, dopo la riproposizione del finale del 2004, gli amici entrano uno per volta sul vecchio set ricostruito per l’occasione, dispensando lacrime e sorrisi. Nella versione italiana sono stati ovviamente chiamati i doppiatori originali. Poi parte la sigla, tra scene vecchie e nuove, con quella canzone (I’ll be there for you dei The Rembrandts) da subito tanto strettamente legata al telefilm.
L’evento speciale è stato pensato alternando più piani, per dare un po’ di vivacità e movimento.
Il primo piano è il vecchio set, la casa di Monica, dove i protagonisti si ritrovano, condividono ricordi, replicano il gioco a quiz per dimostrare il livello di conoscenza reciproca che in un famoso episodio vide Chandler e Joey aggiudicarsi l’appartamento delle ragazze, siedono sulle mitiche poltrone della pigrizia, salutano (troppo) brevemente Tom Selleck, che interpretò un grande amore di Monica. Il secondo piano delle riprese è un talk show, condotto da James Corden ed ambientato nella piazza con la fontana (quella della sigla) davanti ad un pubblico ed agli autori della serie. Qui si alternano domande, rivelazioni (persino l’antica cotta tra Aniston e Schwimmer), ospiti (Janice “Oh-mio-Dio”), una sfilata di abiti di scena.
Ci sono poi le interviste fuori scena agli ideatori, che ricordano lo spunto autobiografico, il successo inatteso, i provini per trovare i giusti interpreti, ma anche la testimonianza di alcune guest star e di tanti fan sparsi per il mondo, ragazzi che grazie a Friends affermano di aver trovato conforto e coraggio di superare difficoltà e insicurezze - e torna, in modo circolare, il nodo fondante dell’amicizia come sostegno prezioso, talvolta salvifico: dagli amici reali a quelli della serie visti come “amici” dal loro pubblico.
Ci sono poi i fantastici sei intorno ad un tavolo a leggere le battute di alcuni degli episodi più amati, dal primo bacio tra Ross e Rachel alla scoperta del legame tra Monica e Chandler.
Da un piano all’altro, col giusto ritmo, privilegiando gli spunti comici ed alimentando la memoria.
Alla fine, è pur sempre una ricca celebrazione, ma non ci si annoia, se si è amata la serie e non si disdegna la nostalgia.
Questa rimpatriata si fonda sul parallelo tra l’amicizia dei sei personaggi e quella dei loro sei interpreti, sulla commozione loro e del pubblico. I protagonisti ribadiscono spesso come ci sia chimica tra loro, come si continuino a sentire, come si abbracciassero prima di ogni puntata, mentre li vediamo abbracciati oggi. Il tempo passato è davanti ai nostri occhi, ma veniamo rassicurati sul fatto che in fondo l’amicizia è rimasta salda - la loro, la nostra nei loro confronti - e questo un po’ consola.