Commedia

FOREVER YOUNG

TRAMA

Alcuni cinquantenni e un ultrasessantenne non sanno che farsi dei loro anni, o ne hanno una fottuta tema. Poveri i loro figli e fidanzati!

RECENSIONI

La drastica riduzione del tasso di melensaggine e di retorica delle buone intenzioni, che per ogni dove inquinava il precedente film di Brizzi, ha certamente giovato all’odierna passerella di maschere. Non mancano all’appello improbabilità diegetiche, e non si scende sotto la superficie dei profili incarnati – per così dire – dai variegati protagonisti dei segmenti narrativi, ma stavolta la macchina degli sketch “a tema” gira, in qualche modo, ed è saltuariamente divertente nell’avvicendarsi delle macchiette e nella progressione dei loro tentativi di fuga dalla seconda o terza età.
Degli autentici fascini della maturità (il più grande seduttore – notava l’Adriano di Yourcenar – è Socrate, non Alcibiade) e della sua nera angoscia, del reciproco nutrimento tra l’ora acerba che precede il meriggio e il crepuscolo paziente, della vampiresca invidia di questo per quella, solo vaghi accenni casuali comunque sprecati, anche per l’atroce piattezza dei rappresentanti le nuove generazioni (con la gustosa eccezione di Francesco Sole, l’impertinente dj che fa a pezzettini il frastornato Lillo Petrolo), ai quali gli autori hanno dedicato scarsissime cure; mentre almeno uno dei finalini merita plauso per la cattiveria finalmente distillata in una sola mossa.
Ferilli e Bentivoglio volenterosamente impegnati a insufflare once di vita nei rispettivi personaggi; Teocoli e Ranieri simpatiche sagome; cupamente divertente l’apparizione di Frassica, di fulmineo cinismo quella di Riccardo Rossi.