Commedia

EMOTIVI ANONIMI

Titolo OriginaleLes émotifs anonymes
NazioneBelgio, Francia
Anno Produzione2010
Genere
Durata80'
Fotografia
Scenografia

TRAMA

Lui è il proprietario di una fabbrica di cioccolato, lei ha un talento straordinario nella creazione dei cioccolatini: sembrano destinati a stare insieme, ma sono entrambi patologicamente emotivi.

RECENSIONI

Una storia, sembra, autobiografica dello sceneggiatore e regista Améris, riporta in primo piano il cibo come veicolo ed espressione dei sentimenti. Trattandosi di cioccolata, l'origine della pellicola non poteva che essere francese e belga.
L'esilissimo canovaccio è basato su non più di due o tre spunti: la timidezza patologica come condanna cui occorre trovare la forza di sottrarsi, il fascino sensuale del cioccolato, l'amore che non può che vincere tutte le insicurezze.
L'elemento facilitatore per il trionfo dei sentimenti non può che essere il cioccolato, utilizzato però più che altro come contorno scenografico ed artificio di trama (la protagonista, con le sue creazioni, è l'unica a poter salvare la fabbrica di cioccolato dal fallimento, ed è questa la spinta necessaria perché il proprietario torni a cercarla).
Il tema dell'emotività ingestibile sarebbe di per sé affascinante, persino all'interno di una commedia dal tocco leggero.
Al protagonista, terrorizzato dall'intimità nonostante l'età non giovanissima, in analisi, fa da contraltare ad una donna tanto timida da partecipare al gruppo di sostegno che dà il titolo al film. Negli Stati Uniti un'associazione "Emotivi anonimi" è stata fondata davvero, negli anni Settanta, tra le tante che popolano anche con una certa frequenza il cinema (statunitense, appunto), con effetti folcloristici. Per due persone simili una semplice cena fuori è un'ardua impresa, ordinare al ristorante una prova di coraggio e destrezza. Angelique non a caso vorrebbe sparire, non essere mai notata, mentre Jean-Renè è costretto a cambiare camicia ad ogni minima emozione. Dopo averci mostrato con qualche sequenza che la vita degli emotivi è un inferno, nelle piccole cose quotidiane, come nelle grandi, il film sembra però aver già esaurito il fiato e si mostra incapace di offrire altro. L'analisi dei profili psicologici, come pure gli spunti comici giocati su di essi, languiscono in fretta. Dì più, alcuni passaggi non tornano (un esempio per tutti: stringere la mano comporta grandi sforzi, baciare una quasi sconosciuta no!). L'espedientucolo dell'identità nascosta, persino puerile, non ha evidentemente la forza di sorreggere l'intero secondo tempo, che rimane poco oliato, superficiale, mai incisivo.
Tutto il fascino è affidato ad una Francia fiabesca di stradine e botteghe del cioccolato, fuori dal tempo, come richiama anche il look della protagonista, favolesco ed immutabile come quello dei personaggi dei cartoni animati o dei fumetti.
Inevitabile il richiamo a Chocolat (in Italia ci hanno provato anche con Lezioni di cioccolato, fallendo), che però qualche idea e qualche dote in più le poteva vantare, come commedia romantica.
Positivo invece il giudizio sui due attori principali, ed in particolare la leggiadra Isabelle Carrè - che si concede persino un piccolo intermezzo musical.