Commedia

ELLE S’EN VA

NazioneFrancia
Anno Produzione2013
Genere
Durata116'

TRAMA

La sessantenne Bettie è abbandonata dall’amante nello stesso momento in cui il suo ristorante corre un grosso rischio finanziario. Non sapendo cosa fare della sua vita, sale in macchina per un giro che le schiarisca le idee…

RECENSIONI


Si è detto molto a Berlino di questa Catherine Deneuve poco glamour, scarmigliata e col segno degli anni, come se questa fosse una novità sconvolgente. Poco si sottolinea invece, di come tutti gli autori dell’ultima generazione che la utilizzano (penso a Honoré, ad esempio, o a Joana Hadjithomas e Khalil Joreige di Je veux voir), lo facciano con una coscienza del suo capitale iconico talmente forte, da esondare puntualmente nella storia narrata, nelle modalità stesse di rappresentarla.
Guardando questo ameno filmetto, che parte anonimo, ma che trova, per la strada (letteralmente), una piega ironica e divertita che gli fa guadagnare punti ad ogni passo, ho pensato molto anche un’altra pellicola, Après Lui di Gael Morel. Anche in quel film, come in questo, la Deneuve non costituiva una funzione, ma, direi, un fine: la sua presenza costante fagocitava l’opera che diventava una sorta di documentario, un update del suo sembiante cinematografico.
Senza scomodare Ozon (il cui discorso è generale, in Otto donne e Potiche sottilmente evocando la storia del cinema francese, di cui Catherine è parte vivente), insomma, i giovani autori non riescono a prescindere da questo dato - al contrario dei vecchi maestri (Techiné, ad esempio) - e non vogliono servirsi dell’attrice: rappresentano più volentieri il loro partecipare al Mito, lo documentano.


Allora che in Elle s’en va Deneuve sia una invecchiata Miss Bretagna (con tanto di rinvio iconografico al periodo di fulgente bellezza), che zompetti dal letto di un ventenne a quello di un sessantenne, che si diverta a indossare una parrucca colorata, che si ubriachi e porti pigiamoni e abiti extra-large, costituisce parte di un gioco in cui il personaggio soggiace alla Star, rievocandone da un lato l’antico fulgore, dall’altro accompagnandolo con leggerezza al tramonto.
Il fatto che Bettie trovi per strada un nipotino, che diventi finalmente La Nonna che non era mai stata, segna, più che la trama del film, la tappa d’aggiornamento di un percorso referenziale in cui i personaggi interpretati sono funzionali all’attrice, e non viceversa.