Fantascienza

EDGE OF TOMORROW

NazioneU.S.A. / Australia
Anno Produzione2014
Durata113'
Fotografia
Montaggio
Scenografia

TRAMA

La terra è attaccata dai Mimic, razza aliena di stampo biomeccanico o qualcosa di simile. Il maggiore Cage, non-soldato codardo, viene catapultato in battaglia dove muore nel giro di una manciata di minuti. Ma rinasce. E rimuore. E rinasce. Così via fino a che Tom Cruise decide che è arrivata l’ora di fare Tom Cruise.

RECENSIONI

C'è del buono. Per chi, come me, ha (anche solo un vago) interesse per le progettualità teoriche e stupidaggini simili, Edge of Tomorrow rappresenta un interessante oggetto di analisi. Nei primi due terzi di film, infatti, le aspettative spettatoriali sono sistematicamente disattese. Sarebbe lecito attendersi un fanta/action con la semidivinità Tom Cruise che gigioneggia come se non ci fosse un domani ma ci si ritrova uno strano ibrido tra Groundhog Day e Source Code, in cui un protagonista 'negativo' è inserita in un loop che, di fatto, infradicia le polveri dell'azione tradizionale e innesca un mood sospeso tra il distacco ironico e l'autosabotaggio. La grandeur è frammentaria e ripetitiva, priva di pathos, ed emerge come una discrasia, col dispendio di mezzi e le acrobazie registiche (bello il long take del primo lancio dall'elicottero) che si scontrano con il giochino del coitus interruptus ad libitum, fortemente antispettacolare e intenzionalmente frustrante.

Giochino che, comunque, non è portato alle estreme conseguenze. Gradualmente, Liman normalizza la situazione dilatando i tempi dei loop, diversificando le situazioni e cercando di dare giustificazioni narrativamente plausibili: Cruise/Cage diventa un soldato coi controfiocchi, finalmente degno di Cruise, ma solo perché viene addestrato a ogni resurrezione. E nei 20 minuti finali, sempre il nostro Tom supereroizzato perde il potere di riavviare la giornata, il che standardizza definitivamente il film, lo allinea con le aspettative iniziali ma conduce, ahinoi, a un finale vergognoso, diegeticamente idiota, che non potrà non avere ripercussioni esiziali sul karma degli sceneggiatori.

Edge of tomorrow rimane comunque un oggetto curioso, 'superproduzione con star'non priva di un suo (iniziale) coraggio, il coraggio di divergere e di non mantenere le promesse (salvo, lo ribadiamo, rimangiarsi tutto in uno dei finali più brutti della Storia del Cinema). Abbondanti, infine, le citazioni inter- e intra-mediali. Per il cinema basti ricordare, oltre ai titoli citati, Starship Troopers, lo sbarco in Normandia spielberghiano o le creature aliene similmacchine matrixiane, ma è soprattutto parlando di videogiochi che le cose si fanno interessanti. Al di là, infatti, delle citazioni dirette (lo spadone à la Cloud Strife di Final Fantasy, solo per dirne una) è proprio strutturalmente che il film ripercorre dinamiche prettamente videoludiche. Il tutto, infatti, non solo si configura come un progressivo avvicinamento all' end-of-game-boss, aspetto di per sé banale e stravisto, ma grazie al suo continuo restart riproduce il noto meccanismo del trial and error, di fatto un po' in disuso nell'epoca dei checkpoint 'infiniti', ma innegabile croce e delizia dei vecchi hardcore gamers.