Poliziesco

DONNIE BRASCO

Titolo OriginaleDonnie Brasco
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1997
Durata126’

TRAMA

1978: Brasco è un agente dell’Fbi che, grazie alle raccomandazioni dell’ignaro Lefty, riesce ad infiltrarsi fra le fila della mafia di Brooklyn.

RECENSIONI

I produttori (fra cui Barry Levinson) e lo sceneggiatore Paul Attanasio (Quiz Show) avevano bisogno di un regista completamente estraneo (Newell è inglese) alle dinamiche cinematografiche della mafia italoamericana, per far sì che adottasse il punto di vista dell'agente protagonista e osservasse il branco di Cosa Nostra come uno spettatore esplora i documentari sugli animali in televisione (l'hobby di Lefty/Pacino non è scelto a caso). Difficile, con queste premesse, non subire comunque l'influenza della poetica da entomologo di Scorsese, ma il racconto, basato sulle memorie di Joe Pistone, è più interessato allo studio dell'annullamento dell'individualità nel gruppo che agli usi e costumi di questa tribù. Donnie Brasco comincia a comportarsi come un vero "uomo d'onore", perde il contatto con la realtà (peccato non si sia colta l'opportunità di un'allegoria sul mestiere d'attore), ma preserva la propria morale proprio nel momento in cui, tradendo l'altra tribù (l'Fbi con le sue rigidità e la sua ingratitudine), non se la sente di pugnalare alle spalle il nuovo amico/nemico (Pacino). Un vero mafioso non si sarebbe posto remore, fra le tante regole crudeli vige anche quella, non scritta, che è lecito tradire i compagni per il proprio tornaconto e quello della "famiglia". Uno sviluppo etico/psicologico intrigante, scomodo ed originale che Newell non sa sviscerare in modo soddisfacente. Pacino, con la sua esperienza, può benissimo fare a meno della guida del regista: il suo Lefty, delinquente per osservanza ma uomo di cuore, colmo di sogni infranti e bisognoso di gratifiche, è da incorniciare e aiuta sia la soggettiva indecisa di Donnie Brasco che lo sguardo alieno con cuore di Newell. Incoerente, eccessivamente ambiguo, poco "psicanalizzato" e motivato, invece, il personaggio di Depp, che non lascia il segno e, come il finale (comunque amaro, per come si comporta lo Stato), non chiude realmente i battenti.