CICLONE ESTIVO, Drammatico, Streaming

CERTAIN WOMEN

Titolo OriginaleCertain Women
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2016
Durata107'
Sceneggiatura
Basato su tre racconti dalle raccolte di Maile Meloy, "Half in Love" e "Both Ways Is the Only Way I Want It"
Scenografia
Musiche

TRAMA

In una piccola cittadina del Montana s’incrociano le storie di tre donne con complicati percorsi di vita.

RECENSIONI

Come esemplifica perfettamente il poster, Certain Women è la storia di quattro donne calate nello stesso desolato ambiente.
Laura (Laura Dern) è un avvocato e si sta da mesi occupando del caso di William (Jared Harris), un uomo in cerca di aiuto legale e non; Gina (Michelle Williams), sposata e con una figlia adolescente, è alla ricerca del posto e dei materiali adatti a edificare la propria casa; Jamie (Lily Gladstone), ragazza mascolina che si occupa della sua fattoria, si interessa alle lezioni di legge tenute da Beth (Kristen Stewart) non per scopi lavorativi bensì sentimentali.
A legare insieme queste tre storie apparentemente disgiunte è una serie di dettagli che interlaccia le protagoniste a due a due (il marito di Gina la tradisce con Laura; lo studio di Laura è lo stesso di Beth) che non vengono mai sottolineati o gridati a gran voce che hanno lo scopo di creare un unico grande contesto, un unico ambiente popolato dalle quattro protagoniste.

Nell'universo femminile creato da Kelly Reichardt la donna è la forza trainante di un mondo periferico pacato e sconsolato mentre l'uomo resta un figura non solo marginale ma spesso negativa o disperata. Ne sono esempi Ryan, il marito di Gina che la tradisce, e Albert, l'anziano signore ormai solo e morente che Gina persuade a concedergli le pietre, chiuso e più interessato al dialogo tra maschi che aperto alla conversazione tra diversi sessi. Perfino figure ancor più marginali rientrano perfettamente nello schema, come l'inidonea guardia in evidente sovrappeso che viene sopraffatta da William, il cliente di Laura, nel suo sconclusionato tentativo armato di rivalsa nel suo ex posto di lavoro. Alla donna spetta invece il gravoso compito di prendersi cura del mondo e del suo futuro, edificando la sua casa a partire dai vecchi blocchi d'arenaria, ricordando le origini, insegnando e amministrando la legge, rimettendosi in carreggiata da sola e aiutando maternamente a tornare in sella chi ha smarrito la via, occupandosi della fattoria, cucinando per la famiglia.

Si potrebbe quasi considerare Certain Women come un prosieguo del western fondativo femminile e femminista che nel 2010 Kelly Reichardt aveva messo in scena con Meek's Cutoff e allo stesso tempo la genesi di un mondo nuovo da cui ripartire, da riformare e da rieducare successivo al 2008 in cui veniva sconfitta Michelle Williams in Wendy and Lucy. In questo senso è abbastanza emblematico il confronto tra le inquadrature iniziali dei tre lungometraggi, due treni in periferia che avanzano in maniera speculare in Wendy and Lucy e in Certain Women e una carovana che guada un fiume con il medesimo significato in Meek's Cutoff.


La messa in scena della Reichardt predilige da sempre il più possibile l'inquadratura fissa o al limite lenti movimenti di macchina che aiutano a tenere alla giusta distanza la narrazione, annullando parzialmente il coinvolgimento e permettendo di ragionare sulle implicazioni della storia raccontata. Mai un movimento di camera avvolgente che trasformerebbe la regista in mamma chioccia, bensì un amore materno che traspare da espressioni del viso, piccoli gesti catturati e da una scrittura dei personaggi in cui riesce ad essere materna, senza giustificarli, con la semplice omissione di alcune motivazioni o informazioni (per esempio non viene mai esplicitato se Laura sia consapevole o meno che Ryan sia sposato) in un insieme di storie prive di presunzione che, come spesso accade con i corali , riesce a restituire un'idea complessiva superiore alla somma delle parti.