Musical, Recensione

CABARET

NazioneU.S.A.
Anno Produzione1972
Genere
Durata123’

TRAMA

Berlino, anni Trenta: Sally Bowles si esibisce come ballerina e s’innamora perdutamente di Brian Roberts. Ma i giovani nazisti sono alle porte.

RECENSIONI

Per trasportare al cinema il musical (1966) di Broadway tratto dalla commedia “I am a camera” di John Van Druten (portata su grande schermo da Cornelius con La Donna, un Male Necessario, 1955) e dal romanzo di Christopher Isherwood “Addio a Berlino”, Bob Fosse aggiunge canzoni inedite e s’ispira, anche, a “L'opera da tre soldi” di Brecht e Weill e a L'Angelo Azzurro di Joseph von Sternberg: una stilizzata Berlino prebellica fa da scenario a memorabili numeri musicali con Liza Minnelli in stile Marlene Dietrich (su tutti: “Cabaret” e “Money, money, money”). L’autore rivoluziona ancora il genere musical immettendo la soluzione di continuità fra i dialoghi e le parti cantate/danzate sul palco del Kit Kat, poi rompe ogni tabù nel territorio-genere più scanzonato di Hollywood parlando di omosessualità, politica, razzismo, fascinazione del Male, ambiguità sessuale, violenza e sangue. Otto Oscar: regia, Minnelli e Joel Grey, fotografia, musiche, scenografia, montaggio e suono.