Drammatico

ALLONSANFÀN

TRAMA

Fulvio Imbriani, rivoluzionario lombardo, viene rilasciato dalle autorità: i compagni, all’inizio, lo credono un traditore, ma presto si ricredono. Con in mano il denaro per le armi di una spedizione da effettuare al Sud, Fulvio decide di tradirli sul serio, stufo di quella vita.

RECENSIONI

Seguito ideale di San Michele aveva un Gallo (ritorna anche la figura del gelataio) dove ritroviamo I Sovversivi, un rivoluzionario suicida e il viaggio in barca con discordia interna. La favola politica dei fratelli Taviani (ancora filastrocche, cantilene) è crudele nel momento in cui si fa emblema della temibile “Restaurazione” (quella sotto il dominio austriaco, primi dell’Ottocento), con il protagonista che tradisce ripetutamente (complice il destino beffardo) compagni e causa per il quieto vivere, il calore familiare, il denaro, la felicità individuale a discapito di quella universale. Un amarissimo antieroe, la cui “fine”, con lo scambio della giacca, è un poco meccanica. Gli “utopisti” sono ancora dei cialtroni, in preda a deliri di gloria, infervorati da ideali che li separano totalmente dalla realtà dei fatti ma, anche per questo, possono davvero essere definiti eroi (‘La Marsigliese’: Allons enfants de la patrie…”). Rispetto alla precedente pellicola citata, i percorsi dell’apologo sono più scontati ma l’opera è ricca di figure potenti e rivela, della poetica autorale dei Taviani, la voglia di rinnovarsi e tentare stilemi nuovi: a parte la soggettiva iniziale dalla bara, che pare richiamare Vampyr di Dreyer (ma, più in generale, l’opera echeggia il viscontiano Senso, per il tema del tradimento della rivoluzione e la tendenza al melodramma), sono da citare il codice espressivo dei colori connotanti i personaggi, la fiaba del rospo (un saggio di psicologia infantile e genitoriale), il parallelo fra nord “carnevalesco” e sud invaso dal colera, l’eccitante (esaltazione per la battaglia degli animi) ballo meridionale e la consueta, peculiare cifra stilistica dei registi, che profonde ironia mista ad onirismo.