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CODICE D'ONORE


Le choix des armes
NOTES:

Presentato in versione integrale (con le parti mancanti alla copia italiana reintegrate in versione originale sottotitolata), il film è esaltato da un disco semplicemente perfetto: quadro limpido, neri profondi, bianchi modulati e cromatismi rispettati in ogni sfumatura, dai rossi caldi e squillanti ai blu freddi e metallici, passando per gli incarnati morbidi e pallidi. I rarissimi segni di usura della pellicola (sporadiche spuntinatura, lievissime sgranature) non intaccano la cristallina nitidezza delle immagini. Fronte audio: le voci del doppiaggio italiano sovrastano come al solito il tessuto sonoro complessivo. Fortunatamente è possibile (e categoricamente consigliato) gustarsi la versione originale sottotitolata. Quanto agli extra, non c’è da lamentarsi: se il laconico trailer originale ci fa apprezzare ancor di più il lavoro di ripulitura dei fotogrammi di cui beneficia la copia rigenerata, le dichiarazioni del direttore della fotografia Pierre-William Glenn, pur discutibili dal punto di vista critico (personalmente non condivido affatto la sua accusa di accademismo all’impostazione visiva del film), sono letteralmente cruciali dal punto di vista tecnico-estetico (illuminanti le sue osservazioni sul “cinema di montaggio” di Corneau o sulla tecnica con la quale è stato girato Série noire). Mentre l’intervista a Giorgio Gosetti è assai suggestiva nelle aperture culturali (storiche e artistiche), ma piuttosto approssimativa nell’esegesi testuale (il critico definisce impropriamente Le deuxième souffle di Corneau un remake del film di Melville quando, di fatto e a rigore, è un altro adattamento dell’omonimo romanzo di José Giovanni del 1958). (A.B.)

Voto: 9



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