BACIATE CHI VI PARE

(Embrassez qui vous voudrez )

di Michel Blanc
TRAMA

Bertrand e Elisabeth, esponenti dell'alta borghesia, stanno per partire per le vacanze estive. A loro si uniscono gli amici Jerome e Veronique, coppia sull'orlo del lastrico, che cercano di nascondere la loro situazione finanziaria.


RECENSIONI
Anche i ricchi piangono. Ma i poveri di più

La lotta è tra prima classe e classe turistica. Non ci si rassegna alla propria povertà, l'importante è comprare la dannata bottiglia di champagne, fosse l'ultima cosa che si riesce a fare prima della fame vera. Dopo c'è sempre la carta suicidio da giocarsi. Storia vecchia quella del mito borghese che tra cinismi e ipocrisie di contorno viene omaggiato da tutti: da coloro che si possono permettere di farsene profeti a coloro che semplicemente ambirebbero a tanto. I personaggi e le situazioni cercano in tutti i modi di esprimere gli isterismi di una classe che, tra ostentazioni e battibecchi, segna le esistenze col marchio del dolore; nella prima classe della vita il marito scopa con la migliore amica della moglie e col trans, la figlia fa sesso senza amore col dipendente del papà, la madre si consolerà col ragazzino: il fascino discreto del doppio gioco risulta invincibile anche quando si scoprono gli altarini. In classe turistica lui e lei si amerebbero se non fosse che i soldi sono finiti e che ciò venga vissuto come una vergogna prima che come un dramma. Ma questi quadretti sono stinti, superficiali come appaiono, senza uno straccio di cura nell'illustrazione dei caratteri, scantonando alcune situazioni in becera pochade da commediola sexy, altre nella macchietta più trita e facilona. Colpa di una regia svogliata ai limiti della trasandatezza che non sfrutta a dovere alcuni spunti davvero interessanti e che volendo giocare soprattutto sulla stringatezza e sulla velocità, all'attenzione al dettaglio preferisce la rapida arronzata, sprecando un cast di ottimo livello in cui spiccano una fulgida Rampling e un cupo Dutronc. Blanc non ha misura (da cancellare completamente il suo personaggio e tutto il corredo di orridi siparietti che si porta dietro, roba che fa rimpiangere gli allupati Carotenuto e Montagnani di tanti filmetti nostrani) e, seppure premiato dal botteghino (in Francia la pellicola ha fatto faville), firma un'opera sguaiata e fastidiosa che quando vorrebbe essere velenosa riesce a stento a strappare un sorriso, quando vuole farsi drammatica taglia in scioltezza il traguardo del ridicolo. Peccato.

Luca Pacilio
Voto: 4.5




Pacilio
4.5

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