ACCORDI E DISACCORDI

(Sweet and Lowdown )

di Woody Allen
TRAMA

Vita e nevrosi di Emmet Ray, chitarrista.


RECENSIONI
Deconstructing Emmet.

Le nevrosi dell'artista e le sue difficoltà a rapportarsi con il mondo circostante, con le donne, con l'arte? Ancora? Sì, ancora. I Ramones non hanno forse ripetuto i soliti tre accordi in venticinque anni di carriera? Qualcuno di voi ricorda la gioia provata ad ascoltare tante, tantissime canzoni dei Ramones? Senza voler cambiare discorso, ora che non ci sono più, ci mancano tanto quei soliti tre accordi, proprio tanto…
Allen compare a inizio film e poi più avanti di tanto in tanto, in veste di se stesso, (falso) biografo del secondo miglior chitarrista mai apparso sulla faccia della terra. I panni dell'artista questa volta li veste Sean Penn, uno strepitoso Sean Penn, Sean Penn alla massima potenza, ma conosciamo bene tutti quanti, ormai, l'immane talento di Allen nel dirigere (e nello scegliere, ovvio) i propri attori. 
Nel clima "depresso" dell'America degli anni '30, Emmet Ray si muove goffamente per la verità, in bilico tra la (mancata) gloria dovutagli per la sua grandezza e manifesta superiorità e quei club fumosi che tanta parte hanno avuto nell'immaginario culturale americano, fino ad approdare (approdo conseguente alla deriva) a una rustica sagra contadina dove tutto il suo incontenibile genio esplode tra suonatori di seghe e squallidi imitatori di uccelli: sequenza imperdibile di broadwaydannyrosiana memoria.
Emmet Ray, appunto, vive la propria condizione di artista attraverso questa ambivalenza, baudeleiriana, di tensione verso i fasti di un'arte "alta" e pura e l'irrimediabile bassezza a cui è costretto l'essere umano in quanto tale, ubriaco in quartieri malfamati senza preoccuparsi di raccogliere l'aureola caduta nel fango. Emmet Ray vorrebbe entrare in scena trionfalmente a cavallo di una luna dorata, e invece si ritrova a bruciarla in un bidone della spazzatura, in un vicolo buio, oppure a sparare ai topi alla discarica in compagnia di bellissime e chiccosissime ragazze deluse.
Fino all'umiliazione più truce, quella del caso patologico blandamente psicanalizzato da una Uma Thurman funestata dalle velleità artistiche, che la condurranno (in una sequenza spassosissima) a scavare con metodi insopportabilmente freudiani nell'ansia trainspotter di Ray per cercare di scoprirne le cause.
Woody Allen, ancora una volta, si diverte a (de)costruire un personaggio ambiguo, goffo, fragile, tormentato, bizzoso, misogino, vizioso, fallito, nevrotico, vigliacco e semplicemente adorabile. 
Colonna sonora bellissima selezionata dallo stesso Allen tra la sua collezione personale di 33 giri.

Stefano Trinchero
Voto: 8.5




BellucciBilliCatoniGarellaRangoni MachiavelliSelleriTrincheroZambenedetti
8 7.5 6.5 5.5 7.5 8 8.5 7

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