DA ZERO A DIECI


di Luciano Ligabue
TRAMA

Quattro amici quasi quarantenni di Correggio partono alla volta di Rimini per recuperare un weekend interrotto bruscamente 20 anni prima.


RECENSIONI

Nonostante lo sguardo simpatetico con cui si può guardare a Ligabue regista, nonostante i temi che tratta siano gli stessi delle sue canzoni, e quindi siano indubbiamente familiari a tutti noi, nonostante il film sia un ideale seguito di Radiofreccia, che fu una gradita sorpresa in una stagione non troppo brillante del cinema italiano, nonostante tutto questo… il film fa acqua da tutte le parti.
Fischio d’inizio e i titoli di testa ci presentano immediatamente una delle tante, piccole e mal raccontate buone idee (buone si, ma non originali) del film, ma subito interviene a sciuparla la voce off di Stefano Pesce (Giove), che ci regala una prova d’attore seconda solo a quella dei fratelli Inzaghi nello spot Danone. Stringiamo i denti, sorridiamo e guardiamo avanti, ma il poker di attori è poco convinto, è fuori palla, sembra crederci davvero troppo poco. Sopportiamo e giochiamo, studiamo l’avversario e qualche gag fresca e spiritosa ne esce, ma la banalità è in agguato quando siamo costretti a subire una défense giovanil-malinconica del blues ancora di Pesce, sempre più fuori partita. Il film tenta ancora di rialzarsi, vede la porta e cerca il dribbling da metà campo, ma viene puntualmente sgambettato da retorica stile sindrome di Peter Pan (della quale i personaggi ridono, ma non riescono a esorcizzare) e atterrato ai limiti dell’area. Per distrarre l’avversario, Libero corre nudo in Rimini centro, ma interviene Pesce e spreca l’unica occasione da gol del film. Allora il mister Liga cambia gioco e il tutto si trasforma in musical onirico metà Baz Luhrmann e metà Footloose; siamo tentati di abbandonare lo stadio, ma si sa che il novantesimo può sempre riservare sorprese. Ed eccola, la sorpresa della serata: il Liga chiama il cambio, esce umorismo ed entra demagogia, travestita da nostalgia d’ideale politico di morettiana memoria. Ma aspettate, ecco il vero colpo di scena! Attaccante in dialisi si accascia e si spegne sul campo. Scende il sipario sull’avventura riminese del Correggio.
Vent’anni sono sempre vent’anni, anche se vissuti dieci per volta.

Alberto Zambenedetti
Voto: 3




Zambenedetti
3

Back