BREAKING NEWS

(Dai Si Gein - Breaking News )

di Johnnie To
TRAMA

Quando una squadra mobile TV cattura le immagini dell’imbarazzante disfatta subita da un battaglione di polizia nel corso di una sparatoria con cinque rapinatori, la credibilità delle forze dell’ordine viene gravemente compromessa. Nel corso di un’indagine, però, il detective Cheung individua casualmente l’edificio nel quale i malviventi si sono asserragliati: l’ispettore Rebecca decide allora di sfruttare l’occasione in chiave promozionale, trasformando l’assalto delle Forze Speciali in uno show televisivo in diretta. Presi in trappola, gli assediati innescano una sorta di controinformazione con l’ausilio di internet e di alcune webcam.


RECENSIONI
Dentro la notizia

Considerato il più autorevole erede dell’action movie made in Hong Kong, To Johnnie è già autore di culto (e molto di tendenza). Per avere prova della competenza tecnica del regista basta godersi la sequenza di apertura del lungometraggio "Breaking news" in cui, attraverso un incredibile piano sequenza, si assiste allo scontro tra polizia e rapinatori in una fase cruciale delle indagini. L’abilità tecnica purtroppo non basta a dare spessore a un film che mantiene la promessa di azione e ritmo indiavolato, ma delude le lecite aspettative di una critica nei confronti dell’utilizzo improprio dei mezzi di comunicazione. La storia prevede infatti che la polizia, per risollevare la propria immagine nei confronti dell’audience televisiva dopo una disfatta in diretta, approfitti di una situazione estrema (un intero palazzo nelle mani di criminali senza scrupoli) per costruire un vero e proprio show mediatico, finalizzato unicamente a riconquistare il favore dell'opinione pubblica. L’idea è interessante e quanto mai attuale, ma la sceneggiatura esagera personaggi e situazioni e inserisce troppi inserti umoristici, accentuando i toni grotteschi a scapito della tensione. Il thriller finisce così per latitare e non basta moltiplicare all’infinito botti ed esplosioni, pur con spettacolarità, per incollare lo spettatore allo schermo. Di bello c’è l’ambientazione cittadina, in uno dei tanti alveari di cemento che infittiscono la metropoli cinese, e la regia di polso, ma l’elementarità dell’intreccio e il suo dipanarsi verso un finale con qualche ombra ma tutto sommato conciliante, smorzano la forza del film riducendolo a routinario action-movie.

Luca Baroncini
Voto: 6



COMMENTI
Walking Out of Time

Sontuosità visiva, esuberanza tematica, intreccio sterzante: Johnnie To ci consegna un’altra perla gioiosamente irregolare da aggiungere ad una filmografia di straordinaria ricchezza. Ancora una volta il cineasta hongkonghese declina l’action a modo suo, volteggiando con rara sapienza tra sparatorie sibilanti e spettacolarizzazioni massmediatiche, tra inseguimenti metropolitani e assedi grotteschi, senza mai cadere nel déjà vu o nella monotonia narrativa, ma alternando felicemente generi e toni differenti.
È proprio l’ibridazione dei generi, secondo chi scrive, a costituire la chiave di lettura più adatta per questo Breaking News. Se infatti il côté mediologico del film - la critica alla strumentalizzazione dell’informazione - difetta di autentico mordente, finendo per sclerotizzarsi in schematico scontro d’immagine tra polizia e rapinatori, la cangianza dei registri funziona alla perfezione, zigzagando tra sprazzi farseschi, siparietti da commedia sentimentale e affondi noir, per lasciare infine spazio a uno squarcio mélo di sorvegliata sinteticità.
Il tutto sovrastato da uno sguardo di vertiginosa maestria stilistica: le sequenze d’azione sono sinfonie visive di cocente bellezza. All’imponente piano sequenza iniziale - un dolly danzante di ben 6’ e 45” - vanno senz’altro aggiunti i plastici scontri a fuoco nei corridoi dell’edificio e la sparatoria verticale nel vano dell’ascensore. Non è tutto. Split-screen tattici, ralenti distillatissimi, carrelli avvolgenti, steadycam labirintica: momenti di pura forma in cui a imporsi è l’intensità della trasfigurazione estetica. Fare attenzione, durante le sparatorie i rapinatori non corrono mai: rubare tempo alla morte è il più sublime dei crimini.

Alessandro Baratti
Voto: 7.5




BarattiBaronciniPacilioRangoni Machiavelli
7.5 6 6.5 6.5

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